Dai terreni confiscati alla criminalità un progetto di lavoro per gli ex detenuti

Scritto da , 30 maggio 2017
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Presso il Liceo artistico Sabatini Menna è stato presentato il progetto Trapetum, realizzato in modalità team working dalla classe VL in collaborazione con l’associazione Ivo. Il progetto è volto a reinserire gli ex detenuti nel contesto sociale, tramite l’opportunità lavorativa in dei campi di ulivi coltivati proprio a questo scopo. Carmine Libretto, direttore Confagricoltura Salerno, spiega come da terreni confiscati alla criminalità organizzata, sia nato questo progetto sociale di riabilitazione dell’individuo, che all’uscita dal carcere abbia un’opportunità lavorativa e di conseguenza di diminuire la sua recidività. Il nome del progetto, Trapetum, come anche la grafica, sono stata creati da un lavoro di team della classe VL. Claudio Crescenzo ha realizzato il logo grazie alle idee dei singoli compagni, il colore rosso che fuoriesce dalla lettera “a”, simboleggia la passione che queste persone mettono per raggiungere questo risultato, il verde che riempe la lettera “u” rappresenta l’ulivo e il grigio utilizzato per il testo ricorda l’argilla un materiale che si plasma e si rimodella. La classe si è impegnata anche nella realizzazione di uno spot, realizzato secondo un pensiero semplice ma di impatto, spiega Claudia Patrone,che ha contribuito alla sua creazione, “Dare un significato nel guardare sempre al futuro perché tutti hanno un’opportunità”. Alla presentazione vi era Sua Eccellenza Luigi Moretti, Arcivescovo della Diocesi di Salerno-Campagna-Acerno, complimentatosi con i ragazzi per il senso di questo progetto:«Attualmente, ciò che è più in crisi sono le relazioni umane. Tutto ciò che aiuta a costruire tali relazioni diventa una ricchezza che deve essere condivisa». A concludere la presentazione è stata la Dottoressa Rita Romano, Direttore Icatt di Eboli, dopo essersi congratulata con gli studenti, racconta come nel carcere abbia incontrato menti eccelse, le quali energie nel corso della vita sono state incanalate male e non abbiamo avuto le stesse opportunità dei ragazzi presenti in aula. La Dottoressa conclude il suo discorso con una frase tratta dal libro Il Piccolo Principe di Antoine De Saint Exupery “Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”. Elisabetta Di Gennaro

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