Da Vibonati a Campagna i riti in onore del Santo Guaritore

Scritto da , 17 Gennaio 2019
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Stanotte messe e falò tra sacro e profano segneranno l’inizio del nuovo anno agrario

Di OLGA CHIEFFI

“A festa ‘e Sant’Antuono è n’alleria ‘e suoni ‘e ‘sti guagliune a pazzia’. Dicenne tutt’a gente ‘e ‘sti paise ‘Jamme a verè a festa e n’anno fa’” .Notte di fuoco, notte di festa, notte magica in cui gli animali parleranno per dire come si sono comportati con loro gli uomini. Si narra che in tempi passati Sant’Antonio scese agli inferi con il suo maialino per rubare il fuoco e regalarlo agli uomini, la fiamma ha, infatti, potere purificatorio e scaccia via malattie e malocchi dell’anno appena iniziato. Ma il Santo non ricevette una buona accoglienza, i demoni riconoscendolo gli presero il bastone e non lo fecero entrare. Ma il maialino si infilò di corsa mettendo tutto a soqquadro e i diavoli ebbero un bel da fare a riordinare. Fu così che Sant’Antonio disse ai diavoli “se volete che lo faccia star buono, dovete ridarmi il mio bastone”. Una volta restituito il bastone al padrone, il maialino si tranquillizzò. Ma non si trattava di un bastone qualunque, si trattava del bastone di ferula dal midollo spugnoso e se una scintilla entra nel midollo il legno continua ad ardere ma da fuori non si vede nulla. Così diavoli ignari che Sant’Antonio avesse il fuoco nel bastone lo lasciarono andar via. Solo una volta fuori, il Santo alzò il bastone infuocato in segno di benedizione cantando:”Fuoco, fuoco, per ogni loco; per mondo fuoco giocondo!”. La grande festa si vivrà a Vibonati il giorno della tradizionale Festa di Sant’Antonio Abate, Padre e Custode del borgo. Durante la novena il parroco don Martino Romano e la comunità parrocchiale hanno ospitato i pellegrini giunti da diverse parrocchie, tra cui quelle della Forania di Camerota. Le celebrazioni, inizieranno alle ore 10 con la benedizione “dei bambini, degli animali e del lardo”. Alle 11 il Vescovo di Teggiano Policastro, Mons. Antonio De Luca, presiederà la Messa Solenne prima della processione per le vie del paese accompagnati dal Concerto Bandistico Davide delle Cese di Bitonto. Alle ore 15 è in programma lo spettacolo pirotecnico diurno, eseguito dalle ditte “L’Artificiosa dei fratelli Di Candia” da Sassano, Pirotecnica Di Luca Pepe e Figli, Sala Consilina. Dopo l’intrattenimento musicale in piazza Nicotera alle ore 19, tenuto sempre dal Concerto Bandistico dell’Associazione Davide delle Cese, i festeggiamenti termineranno degnamente con lo spettacolo pirotecnico notturno eseguito dalle ditte “Fratelli Pannella” da Ponte (BN) e “Senatore Fireworks” di Vincenzo Senatore e figli da Cava de’ Tirreni. Appuntamento imperdibile sono i fucanoli a Campagna, con l’accensione dei “fuochi” nelle piazze principali del paese ove si riscoprono le tradizioni popolari con tutto il loro calore, oltre che i piatti tipici tra cui la tipica “matassa e fasule”, “’a pulenta” nelle sue varie specialità, “cascavall ‘mbiccat”, salsicce e “vruoccoli” con ottimo vino locale. La fiamma che si eleva e parla nella notte, balugina nelle acque che attraversano Campagna, purificandone la terra: i quattro elementi s’incontrano e si scontrano in questa notte che inaugura l’anno agricolo e tutti gli abitanti del paese partecipano a questa drammatizzazione. Campagna, con l’accensione dei “falò”, vuole anche ricordare la tragica morte del monaco e filosofo nolano. Parliamo dell’eretico Giordano Bruno, arso vivo sul rogo, che perfezionò le sue teorie a Campagna, dove nel 1573, nel Convento dei Padri Domenicani, annesso alla Chiesa di S. Bartolomeo, fu ordinato sacerdote e cantò la sua prima messa. Una sorta di interiorizzazione di quel fuoco del rogo e dei falò da cui siamo all’inizio partiti. Ad Altavilla Silentina, si festeggerà, invece sabato 19 gennaio 2019 si rinnova l’appuntamento con la manifestazione Hocus Focus – “U fuoc r’ S.Antuon”, un incontro tra la tradizione e l’innovazione, tra ciò che è stato tramandato e l’eredità di un evento folkloristico che dura nei secoli. A Vietri sul Mare a partire dalle 16, si celebrerà la festa dei ceramisti. All’aprirsi dei forni, simili a piccoli atanor dalle pareti vivificatrici, ammireremo la creazione, la stranezza, intelligenze divinamente e infinitamente mescolate, che non opporranno alcun ostacolo a folgoranti identificazioni. Nell’immaginario degli artisti il mitologico e l’onirico reagiscono in un’alchimia che trova il suo giusto mezzo nel fuoco che trasforma la terra e il colore, nell’oggetto stralunato e irriverente, quasi una caricatura di quanto secoli di dogmatismo hanno finito per irrigidire e ridurre all’ordine razionale. Burlandosi della propria natura l’oggetto manufatto sfiderà attraverso una sorta di equilibrismo o acrobazia verbale le leggi della fisica, liberandosi da residui di utilitarismo e da incrostazioni di intellettualismo. A suo modo, il sogno degli artisti libererà  dalla terra il mostro dell’immaginazione che per secoli è rimasto imprigionato e lo restituirà  al gioco e, conseguentemente, al rischio che ad esso è imprescindibilmente connaturato. Ma se noi, forse, stanotte vedremo strano è perchè siamo lontani dalla Physis e dall’initium, immagini a cui solo gli artisti sono vicini. Loro è il movimento primordiale, senza fine ricorrente, dell’Uomo, del principio, che stasera dovremo riscoprire insieme con nuova meraviglia, se vogliamo, in futuro, levare la nostra lampada e far luce.

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