Da Salerno parte il sogno americano

Scritto da , 9 Ottobre 2012
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Innovazione, trasferimento tecnologico, ma soprattutto giovani. Il Fulbright best, il programma formativo in favore della tecnologia innovativa (che prende il nome dal senatore americano che fondò il programma di scambio culturale tra Usa e paesi nel mondo a livello governativo nell’immediato dopoguerra) prevede l’assegnazione di venti borse di studio, del valore di 35mila dollari cadauna, per frequentare corsi di formazione e specializzazione negli Stati Uniti d’America, cui seguirà un periodo  di tirocinio presso aziende statunitensi al fine di lanciare e gestire una nuova start up. Il progetto avrà la durata di un anno accademico e si rivolge ai laureati, dottorandi e dottori di ricerca in discipline scientifiche e tecnologiche che vogliono presentare il proprio innovativo progetto imprenditoriale. Il bando scadrà il prossimo 4 dicembre. A presentare questa significativa iniziativa, ieri mattina, presso la Camera di Commercio di Salerno, il presidente dell’Ente camerale, Guido Arzano e dal presidente & Ceo di Italian business & investimen initiative, Fernando Napolitano. «Un progetto – afferma Guido Arzano – che si colloca in piena linea di contin uità con quella che è la collaborazione che la Camera di Commercio ha intrapreso con l’Università di Salerno e tutti gli istituti di alta formazione del territorio. Qui c’è il bisogno di sollecitare anche le altre istituzioni, distratte da una unica parola: crisi. Le prime pietre per ripartire sono i giovani e questo progetto dà loro una ulteriore opportunità di realizzare le loro idee imprenditoriali». Fernando Napolitano, chairman steering commitee di Fulbright Best, ha dichiarato: «Questa è una grossa opportunità per la redistribuzione della ricchezza. L’Italia si sta sempre più aprendo all’hi-tech, all’alta tecnologia. Abbiamo lanciato una sfida all’Italia. In 5 anni hanno avuto questa possibilità di beneficiare delle borse di studio ben 53 studenti, 26 dei quali hanno intrapreso una carriera imprenditoriale, con la nascita di aziende di successo in Italia. Questo progetto in realtà non è né una borsa di studio, né uno stage, ma è semplicemtente fare impresa». Una grande esperienza, come racconta ancora Napolitano: «Per 4 anni ho preso e portato studenti italiani fino in America per questo progetto. All’inizio lo hanno fatto per “disperazione”, tutti o quasi provenienti da famiglie meno abbienti, poi dopo sei mesi sono tornati totalmente cambiati. Al nostro primo incontro alla Luiss, ad aprile, abbiamo avuto la partecipazione di 700 studenti più 2000 collegati in streaming. Puntiamo sempre più in alto, puntando a principi di imprenditorialità e tecnologia».
Presente anche il questore Antonio De Iesu che ha ricordato come «con impegno e dedizione occorra recuperare la manualità» e come «anche nel mondo della sicurezza sia molto importante l’implemento delle strumentazioni tecnologiche».
Hanno presenziato Raffaele De Sio, Demetrio?Cuzzola, Enrico Bottiglieri, Antonio Ilardi, Alfonso Buonaiuto, Alfonso Cantarella e Pietro Andreozzi.

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