Da poeta a poeta: i versi del vietrese Tafuri dedicati ad Alfonso Gatto

Scritto da , 15 ottobre 2015

“Gli occhi dall’Arechi alla vetta dei pini ove bramavi un sogno. Salerno vecchia, creatura antica nell’argilla calda all’Annunziata; vicoli smarriti al vocio dei mercanti”. Sono alcuni dei versi della poesia “Bramavi un sogno”, dedicata ad Alfonso Gatto dal poeta vietrese Enzo Tafuri che sono stati scritti su due riggiole 40×80, realizzate dalla ceramica Pinto di Vietri sul Mare, decorate dal maestro ceramista Salvatore Autuori, collocate sulla facciata del palazzo di vicolo Degli Amalfitani 10 dove, nel 1909, nacque il poeta salernitano. Ieri mattina sono state scoperte dal sindaco Vincenzo Napoli e dalla figlia di Alfonso Gatto, Paola. Il poeta Tafuri è da sempre un grande estimatore di Alfonso Gatto: «C’è stata sempre una corrispondenza particolare, misteriosa, con Gatto. So che desiderava essere sepolto all’Arechi e questo suo desiderio ha ispirato, tre anni fa, la mia poesia. La scrissi seduto sulla panchina vicino al ceppo di lava antica della sua tomba». Il sindaco Vincenzo Napoli ha sottolineato l’importanza del lavoro della Fondazione dedicata al poeta salernitano: «Gatto è il poeta che tutti noi salernitani abbiamo nel cuore e che non dobbiamo mai dimenticare. E’ un patrimonio importante per la nostra città. Noi saremo sempre vicini alla Fondazione Gatto». L’assessore alla cultura Ermanno Guerra ha ricordato le tante iniziative dedicate a Gatto: «Le poesie di Gatto che da un po’ di tempo sono presenti sui muri della città, rappresentano un momento di curiosità e di attrazione anche per i turisti. Questa poesia di Tafuri è un segno tangibile che serve per rinnovare la memoria di Alfonso Gatto». Filippo Trotta, nipote di Alfonso Gatto e presidente della fondazione, ha ricordato che l’iniziativa rientra nel progetto di riqualificazione del quartiere dove da adolescente ha vissuto Gatto: «Un quartiere nobile e popolare così come nobile e popolare era la sua la poesia». Trotta ha annunciato che tra circa quindici giorni, insieme all’artista Pino Roscigno, alias Greenpino, inizierà con l’aiuto dell’amministrazione comunale, un intervento di riqualificazione del quartiere delle Fornelle con le poesie scritte sui muri. Il professor Francesco D’Episcopo, che è stato tra i primi a Salerno, già a partire dagli anni 70, quando Gatto morì a causa di un incidente automobilistico, a rendere omaggio al poeta scomparso, con un’importante convegno e l’apposizione di una targa, ha ricordato che il poeta Enzo Tafuri, con la sua prima silloge poetica, ha vinto nel 2009, il Premio Alfonso Gatto: «Tafuri è un poeta di Albori che naturalmente si ricollega alla grande tradizione costaiola della nostra poesia meridionale e mediterranea. I poeti si cercano e si trovano e Tafuri è un fratello d’anima di Gatto che era anche un pittore: dipingeva con gli acquerelli, ma soprattutto dipingeva la vita con le parole. La poesia di Gatto era una poesia di posti. Lui era una “gatto” del centro storico”. Il Presidente del Club Rotary Salerno Est, Pierluigi Carraro, ha ricordato che Enzo Tafuri è un socio del sodalizio rotariano e che il Club ha patrocinato l’iniziativa: ”Siamo orgogliosi e fieri del nostro socio che oggi rende omaggio al più grande poeta salernitano”. Hanno patrocinato l’iniziativa anche il Circolo Canottieri Irno, l’Ance Salerno e l’Autorità Portuale rappresentata dal dottor Elio Spagnolo, che ha portato i saluti del presidente Andrea Annunziata. In tanti hanno assistito all’evento: il Maggiore dei Carabinieri Gennaro Iervolino, il past governatore del Distretto Rotary 2100 Marcello Fasano, lo scrittore Valeriano Forte; il giornalista Vito Pinto, il professor Aniello Tesauro, il professor Pietro Filoselli, la dottoressa Matilde Romito, il pittore Giorgio Della Monica e i soci del Club Rotary Salerno Est Lello Caggiano, Luigi Vuolo, Antonio Vairo e Antonio Calabrese. Presenti anche gli studenti della scuola media Lanzalone, coordinati dalla preside Anna Maria Grimaldi che ha ricordato l’importanza di far conoscere Gatto ai giovani: «Solo conoscendo le proprie radici culturali i giovani potranno creare un futuro migliore». Alla fine della cerimonia, la signora Paola Gatto, ha visitato, con emozione, per la prima volta, la casa dove nacque Alfonso Gatto, al quarto piano di vicolo Degli Amalfitani 10, invitata dall’avvocato Luigi Vuolo, attuale proprietario dell’abitazione.         (an.pa)

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