Da Pindaro un volo… D’Angelo nel nuovo linguaggio sportivo

Scritto da , 3 novembre 2013
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Il linguaggio si è evoluto con lo sport e lo sport si è evoluto con il linguaggio. E’ questo in sintesi il concetto espresso, dal simpatico e colto giornalista Peppe Iannicelli, nella sua relazione intitolata:“Dagli epinici al game over. Come cambia il racconto dello sport” presentata, martedì sera al Lloyd Baia Hotel, ai numerosi ospiti e soci del Club Panathlon di Salerno, presieduto da Enzo Todaro. «Gli epinici sono i versi che Pindaro e gli altri poeti della Grecia classica, dedicavano agli atleti vincitori di Olimpia» ha spiegato il presidente Todaro che ha sottolineato il valore comunicativo dello sport:«E’ cambiato nel tempo il modo di porgersi al fruitore della notizia. Partendo dagli indiani che comunicavano con i tamburi e i segnali di fumo, siamo arrivati oggi, con internet, alla comunicazione in tempo reale e Peppe Iannicelli, che è un giornalista di razza, ci racconterà questi cambiamenti>>. Iannicelli con brio e leggerezza, partendo dai graffiti degli uomini preistorici, dagli atleti olimpici del mondo classico, ha raccontato come lo sport sia una rappresentazione delle società:«Soprattutto del potere che spesso ha usato e strumentalizzato lo sport per celebrare se stesso: il Regno Unito utilizza il cricket, che è diffuso anche in India, in Pakistan e in tutti i paesi colonizzati nell’800, per affermare la propria egemonia culturale; in Germania lo sport è stato concepito come preparazione alla guerra durante gli anni del nazismo; negli Stati Uniti lo sport, con il football americano, è un racconto della nuova frontiera; in Italia lo sport che viene decantato, nel periodo rinascimentale, da Ludovico Ariosto, nell’Orlando Furioso, nel periodo fascista diviene inquadramento militare a regime>>. Il noto giornalista salernitano dopo aver ricordato la straordinaria epopea di 90’ minuto:«Quella di Paolo Valenti, di Tonino Carino, da Ascoli, di un calcio ancora genuino» si è spostato in Sud America per ricordare che :«Come ci ricorda il filosofo Borges: “Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada, lì ricomincia la storia del calcio”>>. Con l’aiuto di alcune slide e con il filmato del goal di Maradona nella partita Inghilterra Argentina del Mondiale 1986, definito il goal più bello del secolo, ha ricordato le telecronache dei cronisti sudamericani che al goal della loro squadra urlano un enfatico ed interminabile “Goooool”:«Nel nostro etere questo modo di commentare un goal trova un’applicazione straordinaria in Tommaso D’Angelo che è un “tenore” del goal. E’ sempre capace di trovare le giuste corde emotive per il suo racconto. Ricordo le sue esultanze, unite a una grande competenza tecnica, in occasione delle grandi cavalcate della Salernitana di Delio Rossi che hanno scritto la storia, suscitando l’ammirazione di tantissimi colleghi>>. Lo sport ha contribuito a spingere il linguaggio comune oltre i suoi limiti:«Con l’iperbole, con la ricerca della metafora fantastica, con il paradosso che sono utilizzati frequentemente. Spesso i termini sportivi sono utilizzati in politica e viceversa: un “assist” di un leader politico verso un altro o un “salvataggio in corner” quando una trattativa si chiude in extremis>>. Il Governatore dell’area campana del Panathlon, il dottor Antonio Gambacorta, ha ricordato come il Panathlon cerchi di divulgare i valori sani dello sport:«La bellezza della vittoria nello sport deve essere sempre associata alla lealtà sportiva>>. Durante la serata è stata presentata, dal dottor Innocenzo Orlando, consigliere del Panathlon e direttore di Intertrade, la nuova socia, la dottoressa Maria Luisa Cannavacciuolo.

Aniello Palumbo

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