Da giornalista a sindaco. L’ascesa della coppia Aliberti – Paolino

Scritto da , 19 settembre 2015

Pasquale Aliberti è l’uomo forte di Forza Italia in provincia di Salerno.  I primi anni ’90 si fa conoscere per la sua attività di giornalista sull’emittente televisiva locale Canale 3, dove conduce programmi di approfondimento politico. Contrasta fortemente la Democrazia Cristiana, che portò la città al commissariamento dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose nel marzo 1993. Aderisce a Forza Italia, nel 1994., viene eletto Consigliere  Comunale nel 94 e nel 2003. È Sindaco di Scafati nel 2008 e poi ancora nel 2013, presentandosi sempre  con una coalizione a guida PDL-Forza Italia.  È componente dell’ufficio nazionale di presidenza A.N.C.I. (Associazione Nazionale  Comuni Italiani) dal 2011. La sua biografia è stata raccolta nel libro “Passione e Tradimenti”, scritto di suo pugno, dove è raccontata la sua passione per la politica, dall’adesione a forza Italia, agli amici di sempre, tra cui, appunto, Giovanni Cozzolino. Dalla rottura con l’area di Edmondo Cirielli, al legame con Mara Carfagna. Nel 2010, grazie alla legge sulle quote rosa e alla doppia preferenza di genere, riesce a candidare e far eleggere la moglie Monica Paolino. Una decisione che spaccò il partito, e provocò la rottura con il suo ex braccio destro, l’avvocato Mario Santocchio, che da coordinatore cittadino del partito lo indicò quale candidato sindaco nel 2008. Santocchio vide sfumare il suo desiderio di arrivare in Regione e approdò alla corte di Edmondo Cirielli, arrivando alla guida del Cstp. Da allora tra i due è una guerra politica aperta, e continua. Santocchio  ha trascinato la giunta Aliberti attuale davanti al Tar, perché non rispetterebbe la legge sulle quote rosa. Monica Paolino è stata rieletta, prima della lista e unica di Forza Italia a Salerno,  alle regionali del 2015, finendo però all’opposizione di Enzo De Luca. E’ stata eletta presidente della commissione regionale antimafia. Da pochi giorni Pasquale Aliberti ha avviato un procedimento che lo porterà alla sua decadenza da sindaco prima della metà del suo mandato, questo per potersi ricandidare per il terzo mandato consecutivo, con una nuova coalizione che, stando alle indiscrezioni, sarebbe composta da almeno 8 liste. Il primo cittadino avrebbe fatto ricorso al Tar contro un diniego amministrativo del Comune nei suoi riguardi: una Scia negata per la costruzione di una tettoia nella sua proprietà. Un’azione che lo renderebbe in conflitto con la sua posizione istituzionale. Un “sotterfugio” legale che l’opposizione ha definito come un “abuso della legge sull’incompatibilità” mentre il capogruppo Pdl Pasquale Vitiello, dissidente di maggioranza, ha parlato di “vile stratagemma” per evitare le dimissioni.

Gianfranco Pecoraro

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