Cufari: “La mobilitazione dei territori bloccò le trivelle in Costiera”

Scritto da , 14 aprile 2016

di Andrea Pellegrino

Era la fine degli anni ’80 quando il Ministero dell’Industria autorizzò la Elf a trivellare fra Capo d’Orso e la Costiera cilentana, alla ricerca di petrolio. In quell’occasione grazie ad una mobilitazione generale da parte degli enti, delle associazioni ambientaliste e delle locali amministrazioni il pericolo fu scongiurato ed il mare della Costa d’Amalfi salvaguardato. Ed ora quei ricordi vengono alla mente a pochi giorni dall’apertura delle urne per il referendum abrogativo sulle concessioni delle trivelle in mare. La Costiera Amalfitana ricorda e cerca di evitare quel pericolo già scongiurato più di venti anni fa. L’ultimo evento si è tenuto la scorsa sera al Salone Morelli del Comune di Amalfi. Ma a ricordare quella battaglia è uno dei protagonisti: Donato Cufari, già sindaco di Vietri sul Mare e all’epoca presidente della Comunità Montana “Penisola Amalfitana”, ente che trascinò in giudizio il ministero, ottenendo poi la vittoria. «Ci affidammo all’avvocato Marenghi – spiega Cufari – il quale difese, in sede di giustizia amministrativa, con forza e determinazione gli interessi del territorio, della Comunità Montana e degli ambientalisti. Una battaglia condotta insieme alle realtà territoriali da Positano a Vietri sul Mare e con la Ceca – comitato ecologista della Costiera Amalfitana.  Ci furono – prosegue Cufari – manifestazioni pubbliche e ricordo anche una sfilata a Salerno, con in testa la banda musicale di Vietri sul Mare. Ricevemmo sostegno e solidarietà da parte di tantissime persone ed alla fine ci fu la vittoria ed il pericolo venne scongiurato. Al mio fianco anche Raffaele Ferraioli che è stato a capo della Comunità Montana ed è attuale primo cittadino di Furore. Insieme ci siamo ritrovati la scorsa sera nell’ambito di un convegno promosso ad Amalfi ed abbiamo ricordato quanto avvenuto in quegli anni». Naturalmente Donato Cufari, annuncia il suo “sì” al referendum di domenica e precisa: «Non è una questione politica, bensì di rispetto e cultura del territorio. Oltre ad evitare il pericolo delle trivellazioni, suggerisco – prosegue – anche maggiore attenzione all’agricoltura, ai limoneti e ai vigneti in Costiera d’Amalfi, che non solo rappresentano interessi economici ma anche paesaggistici».
Ad Amalfi, in ricordo di questa battaglia, è stata anche apposta una targa che il maestro portoghese Manuel Cargaleiro ha realizzato nei laboratori di Vietri sul Mare. Targa che testimonia la vittoria delle «ragioni del diritto e dell’ambiente grazie alla mobilitazione di movimenti, del comitato ecologista e la determinazione delle civiche amministrazioni»

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