Cstp, tentativo fallito: sarà sciopero

Scritto da , 21 febbraio 2013
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Tentativo fallito. Si va giù di sciopero. Ma solo dalla prossima settimana. Ha avuto esito negativo, ieri mattina, il tentativo di conciliazione tra il Cstp e le cinque sigle sindacali di categoria per quel che concerne i criteri d’applicazione della cassa integrazione in deroga per il personale in esubero e la posizione degli inidonei alla guida dell’azienda di mobilità salernitana. Ci sarebbe necessità di “lavoro intellettuale” rappresentato dal gruppo degli intoccabili, indispensabile per i vertici aziendali, a separare le posizioni delle parti.
Un esito che in sostanza ha confermato quanto si subodorava già dalla vigilia dell’incontro: ovvero una inconciliabilità tra le posizioni delle parti, sideralmente distanti praticamente su ogni punto della questione. Sia per quel che riguarda l’applicazione della cassa integrazione che per quel che concerne la questione degli inidonei. Circa tre ore di discussione davanti la dottoressa Giuliano non sono bastate per sbrogliare la matassa ed ora, passato il periodo di franchigia elettorale e consultato il calendario della Commissione di garanzia, sarà proclamata una prima giornata di sciopero, durante la quale i dipendenti si fermeranno per quattro ore della loro giornata lavorativa. Questo è quello che accadrà nel caso in cui, nel giro di questi giorni che separano dalla fine della tornata elettorale, le rispettive posizioni non cambino. Una ipotesi, questa, che al momento risulta essere quanto meno remota soprattutto alla luce delle considerazioni post incontro espresse sia dal presidente del collegio dei liquidatori, Mario Santocchio, che dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali. 
«Noi – afferma Santocchio – abbiamo provato a fare dei passi in avanti verso i sindacati, mettendo 18 persone non in esubero in cassa integrazione per un giorno al mese, riducendo, di conseguenza, anche le settimane di cig per gli altri dipendenti che da tre sono passate a due». Il presidente del Cdl si riferisce ai cosiddetti intoccabili aziendali, coloro di cui il Cstp non riesce proprio a fare a meno. Il particolare è che questi lavoratori in esubero ci sarebbero e come, ma per “esigenze aziendali” sono stati tenuti fuori dal grosso della cassa integrazione. «Gli operatori d’esercizio – spiega ancora Santocchio – sono importanti, ma in questa azienda c’è bisogno anche di lavoro intellettuale, che viene svolto dal nucleo forte che non è stato posto originariamente in cassa integrazione. Potremmo fare un altro passo per quel che riguarda l’aspetto economico, ma non altro». 
E sulla questione inidonei, il presidente è irremovibile: «Il Cstp non può diventare l’azienda degli inidonei». Già, gli inidonei, ai quali è stata disdetta una contrattazione che prevedeva, proprio per coloro che non sono in grado di poter continuare a guidare un bus, un reimpiego in altre mansioni. Ora sono stati rimandati tutti a visita: per loro, praticamente, l’anticamera del licenziamento con la motivazione che, a causa della crisi aziendale, per loro non ci sarà più posto.
«L’azienda è chiusa a riccio sulle proprie posizioni – afferma il segretario generale della Ugl, Carmine Rubino – e da noi non possono certamente essere condivise perché per quanto ci riguarda non ci sono lavoratori di serie A o serie B». «La speranza – spiega Ezio Monetta della Fit Cisl – è che l’azienda possa recedere da questa posizione nei prossimi giorni, ma le posizioni sono assolutamente inconciliabili sotto tutti i punti di vista. Stessi parametri, stesse mansioni: uno va in cassa integrazione e l’altro no. E’ inconcepibile». Amedeo D’Alessio, segretario Filt Cgil, ha commentato la questione inidonei: «Non è stata valutata nella maniera più assoluta la loro situazione di difficoltà».

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