Cstp, tanti dubbi sull’iter di mobilità. Intanto in 17 accedono all’esodo incentivato

Scritto da , 13 dicembre 2012
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Tra nuova procedura di mobilità per 28 lavoratori e la disdetta degli accordi di secondo livello, i dubbi e le preoccupazioni sono tantissimi. Il nuovo iter di licenziamento del personale, avviato nella giornata di martedì dall’azienda, lascia più di qualche perplessità, soprattutto sul destino dei dipendenti che saranno interessati dal provvedimento. Si tratta di personale che o ha già raggiunto i requisiti per il pensionamento o per coloro che li matureranno di qui a 18 mesi. Per coloro che hanno raggiunto i 60 anni d’età c’è da vedere la posizione d’anzianità contributiva che, in qualche caso, potrebbe non essere stata raggiunta e, in questo caso «che cosa succede?» – si domanda il segretario provinciale della Fit Cisl, Sergio Galdi, che prosegue ricordando come «in tal modo si lede un diritto dei lavoratori, dal momento che, poi, il trattamento pensionistico sarebbe veramente minimo». Per quanto riguarda, invece, coloro che non hanno ancora maturato i requisiti per la pensione, l’appellativo per loro, potrebbe essere quello di “esodati”. In sostanza, per costoro, ci sarebbe l’assegno di disoccupazione e poi, probabilmente, il nulla.
Ma il piano è quello di riuscire ad azzerare il numero dei licenziamenti facendo rientrare tutti nel calderone di coloro che percepiranno la cassa integrazione in deroga. Il numero degli esuberi è stato già limato nella giornata di ieri, quando il presidente del Collegio dei liquidatori, Mario Santocchio, ha firmato 17 atti di conciliazione che consentiranno ad altrettanti dipendenti di accedere all’esodo incentivato previsto dal Fondo regionale Trasporti. Tra coloro che hanno dato la propria disponibilità a risolvere prematuramente il proprio contratto lavorativo, ci sono anche otto dipendenti che rientravano proprio nel novero dei licenziamenti. Si tratta di lavoratori che, giunti in età di pensione, continuavano a lavorare in proroga. «Con questa manovra – ha spiegato Santocchio – abbiamo ridotto sensibilmente l’esubero. Esubero che puntiamo comunque ad azzerare, in collaborazione con i sindacati, al fine di riuscire ad accedere per tutti alla cassa integrazione in deroga». Ma il punto focale è anche un altro: ovvero quello delle contrattazioni di secondo livello che, allo stato, con la loro disdetta, comporterebbero, mediamente, una perdita di circa 400 euro in busta paga. E’ questa la nota dolente e che sarà affrontata domani in una riunione tra azienda e sindacati per stilare il piano da presentare all’assessore regionale Severino Nappi per poter ottenere il benestare per l’accesso agli ammortizzatori in deroga regionali. «Potremmo congelare alcune voci» – dice ancora Santocchio. Ma a quanto pare di revoca non se ne parla. E il muro contro muro che si rischia tra liquidatori e parti sociali potrebbe avere conseguenze tanto inaspettate, quanto devastanti.

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