Cstp, stipendi di luglio per interno: missione compiuta da sei dipendenti. La minaccia di Santocchio: «Ora cassa integrazione o gente a casa»

Scritto da , 3 agosto 2013
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di Marta Naddei

I dipendenti per i dipendenti. Le maestranze del Cstp avranno per intero lo stipendio del mese di luglio. La missione è stata compiuta: il giudice della sezione feriale del Tribunale civile di Salerno, Mario Pagano, ha rilasciato l’autorizzazione al pagamento delle spettanze anche per il periodo dal primo al 16 di luglio con relativi accessori. Le somme saranno poste in pagamento il prossimo 7 agosto. Merito, sostanzialmente, di sei dipendenti del Cstp (cinque conducenti ed un amministrativo) che, facendo anche le veci dei colleghi, sono andati a prendersi il frutto del loro lavoro. Sei lavoratori che hanno incessantemente fatto la spola tra la sede del tribunale fallimentare di via Papio e quella della sezione feriale del tribunale civile, per poi spostarsi prima in azienda e poi presso la tesoreria del Cstp a portare i mandati di pagamento ad integrazione dei 14 giorni di spettanze già previsti. Hanno “tormentato”funzionari, hanno atteso dinanzi la stanza 101 del giudice Pagano, hanno fatto avanti e indietro, ma ce l’hanno fatta. C’è voluto, dunque, l’intervento diretto dei dipendenti stessi dell’azienda di trasporto pubblico locale affinché si potesse sbrogliare la matassa dopo giorni in cui gli stessi vertici societari non erano riusciti a venirne a capo. Giorni fatti di ben due istanze sbagliate dall’azienda e una terza, approntata nella giornata di giovedì con l’aiuto del commissario giudiziale Raimondo Pasquino, protocollata per l’appunto nella mattinata di ieri. A far sì che l’iter di accettazione da parte del magistrato avvenisse nel più breve tempo possibile ci hanno pensato, poi, cinque conducenti ed un impiegato, con tutti gli altri lavoratori pronti a dare battaglia, già da qualche giorno, nel caso in cui le cose non si fossero sbloccate. Come sottolinea anche il giudice Pagano nel suo provvedimento: «Il mancato pagamento potrebbe compromettere il normale svolgimento del servizio pubblico e pregiudicare gli interessi del consorzio». Riassumendo: se questa mattina non fossero scesi in campo i lavoratori, probabilmente, il prossimo 7 agosto lo stipendio sarebbe arrivato monco, il servizio avrebbe rischiato il blocco e l’azienda ne avrebbe pagato in termini di perdite.
Il liquidatore unico del Cstp, Mario Santocchio, ha colto la palla al balzo, dopo la notizia dell’autorizzazione da parte del tribunale per imbeccare i sindacati in merito alla questione della cassa integrazione: «Ciò risulta necessario per evitare non solo che quanto di buono fatto finora vada perso, ma soprattutto che vengano adottare misure piu’ drastiche, che in caso di mancata attuazione della Cig, risulteranno inevitabili». Una “minaccia” nemmeno troppo velata: o accettate la cassa integrazione o mandiamo la gente a casa.

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