Cstp, piano concordatario rispedito al mittente… di nuovo

Scritto da , 4 Aprile 2013
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Torna nuovamente al mittente la domanda di piano concordatario del Cstp. Il Tribunale fallimentare rispedisce nuovamente a piazza Matteo Luciani il documento stilato dal collegio dei liquidatori e dai consulenti per ripianare i debiti aziendali ed evitare il fallimento, con la prosecuzione delle attività.
Nella comunicazione giunta ieri presso la sede sociale del Cstp, recante la decisione del collegio giudicante del Tribunale fallimentare di Salerno dello scorso 28 marzo (il 29 sarebbero scaduti i termini per la pronuncia sulla “seconda versione” del piano presentata lo scorso 19 marzo) si chiede «di modificare la domanda e il piano nonché di rivedere le classi dei creditori». In questo frangente, il nodo sarebbe rappresentato dai creditori chirografari, indubbiamente la classe più “problematica”: quella che ha i maggiori crediti nei confronti del Cstp ma che, praticamente, dovrà accontentarsi della minore percentuale. Nello specifico, sarebbero i fornitori a dover essere meglio suddivisi per classi, probabilmente a seconda del credito maturato nei confronti dell’azienda di trasporto pubblico. Tra di essi, infatti, c’è tanto il fornitore (come la ditta che fornisce il carburante) che vanta un credito di oltre due milioni di euro, tanto quello verso il quale il Cstp ha anche meno di 100 mila euro di debiti. Per il primo fornitore, certamente, accontentarsi del solo 50% sarebbe maggiormente lesivo che per il secondo.
Entro il prossimo mercoledì, il Cstp dovrà ripresentarsi in via Papio per l’ultima e definitiva volta.
Questa mattina, intanto, azienda e sindacati siederanno al tavolo per discutere di ciò che è stato fatto (o non stato fatto) in questi mesi e soprattutto alla luce dei verbali delle ultime riunioni, a seguito dei quali sembra non essersi mosso nulla.
Nella giornata di ieri, il segretario generale della Filt Cgil Salerno, Amedeo D’Alessio, ha lanciato una pesante stoccata ad enti pubblici e management aziendali, in relazione al profondo stato di crisi dei trasporti che sembra toccare tutti, in primis cittadini e lavoratori, e non certamente chi le aziende le guida e le gestisce. «Gli Enti competenti, in primis Regione e Provincia di Salerno – afferma D’Alessio – non possono più rinviare l’avvio di un processo di razionalizzazione e di aggregazione delle imprese per determinare le giuste e necessarie economie di scala. Il settore, inoltre, necessiterebbe di un ricambio di tutti quei management aziendali che hanno contribuito a determinare l’attuale disastro prevedendo, altresì, un tetto ai loro lauti compensi. La crisi non possono sempre pagarla i lavoratori e i cittadini».

 

4 aprile 2013

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