Cstp, l’ira di Pasquino contro il blocco dei mezzi

Scritto da , 31 ottobre 2015

 

“Il Cstp non si ferma. Almeno non per qualche autista che ha incrociato le braccia e ha pensato “Oggi non si esce””. E’ quanto dichiara Raimondo Pasquino, commissario straordinario dell’azienda di trasporto pubblico locale, che non ha gradito la “protesta” di questi giorni. Alcuni lavoratori infatti, hanno lasciato i propri mezzi in deposito e in sosta forzata in attesa di pezzi di ricambio e di manutenzione, in quanto, secondo alcuni, i bus non avrebbero avuto le condizioni idonee per effettuare i viaggi. “Quando si vuole fermare un bus, non ci vuole molto, come è accaduto nei giorni scorsi. Basta evidenziare i problemi già esistenti e nasce la protesta. Quest’ultima è partita soltanto da alcuni, perché credo ci sia qualche altra questione interna non risolta”, sottolinea Pasquino. Quella del trasporto pubblico è comunque una piaga su cui da troppo tempo si cosparge il sale, che contribuisce alla ferita. “Il tutto credo sia nato da un’incomprensione tra il facente funzione responsabile del deposito e alcuni autisti. Ma i problemi non si scoprono all’improvviso, siamo consapevoli delle mancanze dei mezzi. Ciò non sta a significare che il problema non esista” – continua Pasquino, convinto però che il servizio debba essere, nonostante tutto, garantito per salvaguardare quella fetta di cittadini che pone fiducia nel trasporto pubblico: “Tutti devono sapere che l’utenza ha bisogno del trasporto e la Cstp nel quadro di un disastro generale, conserva essenzialmente il servizio. E’ necessario però che ognuno faccia la sua parte altrimenti a pagarne le conseguenze sono gli utenti. La “protesta” comunque è rientrata grazie anche all’aiuto dei sindacati”. Infine non manca di chiarire che i problemi costanti ai mezzi sono sì legati alla “vecchiaia” dei mezzi a disposizione, ma non sono tali da impedire a questi ultimi di uscire dal deposito. “Non scopriamo solo oggi che i mezzi in dotazione sono ormai vecchi, ma il problema rientra comunque in un sistema che fa acqua a livello regionale. Mezzi nuovi non possono essere acquistati per mancanza di fondi e noi nonostante tutto ci stiamo difendendo bene mantenendo una minima garanzia di servizio”.

Brigida Vicinanza

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