Cstp: le mani della Procura sull’azienda di trasporto. Manutenzione esterna nel mirino della Digos

Scritto da , 13 Aprile 2013
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Faldoni, pc, server, fatture: tutto nelle mani delle forze dell’ordine. La Digos di Salerno bussa alle porte del Cstp e fa le pulci alla documentazione cercando e sequestrando tutto quanto possa essere utile per smascherare eventuali sprechi e illegittimità nell’espletamento dei servizi di manutenzione affidati ad officine esterne all’azienda. Qualcosa non quadra nel rapporto tra il Cstp e le ditte di manutenzione: costi gonfiati, troppe ore di lavoro anche per il più semplice intervento di carrozzeria. D’altronde, la condizione del parco rotabile del Cstp è sotto gli occhi di tutti e benché si tratti di mezzi molto vecchi non si comprende come tante officine esterne messe insieme non riescano a garantire il corretto funzionamento di gran parte dei bus Cstp. Tutto senza che nessuno si sia mai chiesto come fosse possibile tutto questo. Nessuno meno che alcuni dipendenti le cui estemporanee dichiarazioni durante alcune manifestazioni di protesta, avrebbero insospettito gli onnipresenti agenti della Digos che avrebbero, così, deciso di intraprendere una indagine per verificare la consistenza delle accuse mosse da alcuni dei lavoratori in relazione agli sprechi. Si abbatte un nuovo uragano sulla società di trasporto pubblico salernitana, già alle prese con un piano concordatario in attesa di responso da parte del giudice del Tribunale fallimentare.
L’indagine. Gare d’appalto vinte secondo il criterio del massimo ribasso. Poi, una volta aggiudicata la gara si assisteva ad una lievitazione del monte ore di lavorazione delle officine di manutenzione e, conseguentemente, dei costi di lavorazione. Interventi sui mezzi effettuati, poi, in maniera nemmeno impeccabile con il ritorno dei bus già attenzionati nei capannoni delle officine esterne dopo pochi giorni. Il tutto in danno delle casse societarie. Parte dunque una inchiesta sul Cstp. Indagine partita, a quanto pare, la scorsa estate durante il concitato periodo delle proteste dei dipendenti dell’azienda di trasporto. Tante le lamentele dei lavoratori in merito ai tanti sprechi perpetrati dall’azienda, in particolar modo per quel che concerne i servizi di officina. Sono circa una decina, le ditte manutentive di supporto al Cstp che, comunque, già gode di un servizio di officina interno. Lamentele raccolte dagli uomini della Digos che, nel corso dei mesi, hanno scrutato, ascoltato e approfondito, fino a stilare una relazione su quanto raccolto. Una relazione a cui il pubblico ministero Maurizio Cardea, sostituto procuratore della Repubblica di Salerno, ha deciso di dare un seguito avviando una vera e propria inchiesta che ha raggiunto il suo culmine ieri mattina con l’esecuzione del mandato di perquisizione e di sequestro, emesso nel pomeriggio di giovedì. Gli agenti hanno setacciato dapprima i tre depositi centrali del Cstp (Fuorni, Pagani e Cava de’ Tirreni) per poi dirigersi presso la sede aziendale, recuperando tutti gli atti presso l’ufficio ragioneria al secondo piano. Sostanziosa la documentazione che gli uomini della Digos hanno raccolto e che ora passerà sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti. Secondo fonti investigative, si tratterebbe di irregolarità consolidatesi nel tempo e acuitesi proprio negli ultimi anni di gestione. Al momento sarebbero stati acquisiti tutti gli atti relativi alla manutenzione della carrozzeria. Nel prosieguo saranno analizzati anche gli incartamenti relativi ai problemi meccanici degli autobus. Ora, al pm Cardea toccherà stabilire le responsabilità a vario titolo nella questione e verificare anche eventuali connivenze tra società e ditte di manutenzione.
I casi eclatanti. Più volte i dipendenti del Cstp hanno lamentato irregolarità nelle operazioni di manutenzione effettuate dalle officine esterne all’azienda. In alcune circostanze si sfiora davvero l’assurdo. La riparazione del portello: entrato in officina esterna il giorno 22 ed uscitone il giorno 24 (72 ore di intervento), l’autobus necessitava di un intervento al portello. 62 le ore lavorative rendicontate per un intervento che ne avrebbe richiesto meno della metà (asciugatura dello smalto del portello compresa). I due vetri da 3.000 euro: per cambiare due vetri, l’officina esterna ha impiegato la bellezza di 85 ore con un costo di manodopera ammontante a 1.700 euro. Costo totale dell’intervento: 3000 euro. Altro punto dolente è l’acquisto dei ricambi: se fossero acquistati all’ingrosso consentirebbero di usufruire di uno sconto tra il 50 e il 60% mentre con la sostituzione in officine esterne non si riesce ad ottenere più del 20%. Altri esempi: mezzi che vengono portati a Napoli per la semplice sostituzione di due pneumatici, batterie del costo di 80 euro che vengono sostituite dalle officine esterne al costo di 130 euro e fatture di 450 euro per il rimorchio di autobus che avevano solo bisogno di piccoli interventi. Questo scrivevano in una lettera del 12 dicembre 2012 alcuni dipendenti Cstp.
Ora tutte le loro rimostranze, tutti i loro dubbi, le loro denunce sono state raccolte nella speranza che si giunga a capire se c’è un sistema dietro la rete delle officine esterne del Cstp.

 

Manutenzione esterna bloccata: a rischio la regolarità del servizio. Ne risentirà il servizio. Questo è il dato che emerge all’indomani della inchiesta sulla manutenzione affidata alle ditte esterne del Cstp e per far luce su eventuali sprechi ed irregolarità. Già, perché con il sequestro dei pc e di tutti gli incartamenti e le bolle relative all’attuale manutenzione del parco macchine Cstp, le ripercussioni ci saranno sull’espletamento del servizio di trasporto pubblico. In primis per quel che concerne l’organizzazione stessa del servizio, ma soprattutto perché allo stato attuale nessun intervento manutentivo portà essere effettuato sugli autobus Cstp, almeno fino alla risoluzione della questione. In sostanza, i mezzi dell’azienda circoleranno fin quando saranno in grado di farlo, prima di andare definitivamente ko. La disponibilità del parco macchine dell’azienda è già ridotta al lumicino e, ora, dopo l’intervento della magistratura su interventi di carrozzeria e meccanici sarà ancora peggio. Se per quanto riguarda i giorni festivi le corse sono già molto rare, questo non accade per il lunedì, giorno già problematico per il servizio di trasporto: di media, il primo giorno della settimana circolano una trentina di autobus. Questa settimana si rischierà di assistere ad un servizio ancor più risicato a causa della mancanza di bus idonei alla circolazione.
Le ripercussioni sul piano concordatario. E potrebbero esserci effetti anche per quel che concerne la questione Tribunale fallimentare. Il responso del giudice delegato Maria Elena Del Forno è atteso per la fine della prossima settimana, ma la sopravvenuta inchiesta potrebbe portare ad un allungamento dei tempi della decisione da parte dell’organo giudiziario. Questo per evitare di approvare un piano concordatario con una inchiesta penale in corso da parte della Procura della Repubblica di Salerno. Infatti, con le indagini sulle ditte di manutenzione esterna potrebbero esserci risvolti anche per quel che concerne le classi di creditori: se si dovessero appurare delle irregolarità nei conti e nelle fatture, questo potrebbe significare anche uno sballamento di quelli che sono i reali crediti vantati dalle ditte fornitrici di manutenzione nei confronti del Cstp, innescando dunque un effetto a catena. Nei prossimi giorni, dunque, si saprà come il Tribunale fallimentare intende muoversi dopo gli ultimi sviluppi nel caso Cstp: probabilmente si attenderà che la magistratura penale faccia i propri rilievi e giunga ad una conclusione in merito alla questione della manutenzione.

 

Santocchio tranquillo, sposta l’attenzione sui dipendenti: «Non ho motivo di dubitare di loro». Nonostante gli abbiano perquisito anche l’automobile, il presidente del collegio dei liquidatori del Cstp, Mario Santocchio si dice sereno e tranquillo. Confida nell’operato della magistratura, Santocchio, forse anche perché non si sente toccato dalle indagini e dall’acquisizione di atti ad opera della Digos di Salerno. Già, perché il presidente Santocchio ritiene che a doversi preoccupare dovrebbero essere i suoi dipendenti, probabilmente alludendo ad un coinvolgimento di qualcuno di loro (con particolare riferimento ai meccanici delle officine aziendali), dal momento che afferma di «non aver motivo di dubitare dei miei dipendenti. Ben vengano questi controlli – ha poi dichiarato Santocchio – perché è giusto che queste società che gestiscono soldi pubblici subiscano controlli di legalità. La buonafedesi presume la cattiva si accerta. Sono sereno e tranquillo essendo io un uomo di legge e sono certo che la magistratura farà chiarezza». Eppure, basti pensare che nel corso del tempo sono stati proprio i dipendenti a sollevare il caso di alcune irregolarità sulla manutenzione delle officine esterne. Ma Santocchio va avanti e, nella sua tranquillità, prova anche a dirottare la questione su un altro aspetto: l’avvio di una indagine interna che ha consentito di portare alla luce un presunto caso di appropriazione di gasolio da un autobus da parte di un dipendente. «Lunedì lo denunceremo per appropriazione indebita». Cosa c’entri l’episodio con il sequestro di atti da parte della Digos non è dato saperlo. Sulla questione sono intervenuti anche Amedeo D’Alessio, segretario provinciale della Filt Cgil e Sergio Galdi, numero uno della Fit Cisl salernitana. «Le organizzazioni sindacali – afferma D’Alessio – hanno sempre giudicato negativamente l’affidamento ad aziende esterne della manutenzione, al massimo l’azienda poteva formare personale proprio anche se nel caso del Cstp le competenze ci sono e a volte non sono sfruttate. Vedremo cosa la magistratura tirerà fuori dalle carte acquisite». «Ben vengano azioni di questo tipo – commenta invece Galdi – L’auspicio è che la matassa si possa sbrogliare al più presto chiarendo eventuali responsabilità, di chiunque siano». Ora non resta che attendere per sapere chi e come è coinvolto nell’affaire manutenzione.

 

13 aprile 2013

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