Cstp: la truffa delle manutenzioni esterne

Scritto da , 16 Aprile 2013
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Truffa. Non è certamente di poco conto il reato contestato, al momento a carico di ignoti, nell’ambito dell’indagine che sta coinvolgendo il Cstp. Allo stato dei fatti non c’è ancora alcuno di imputabile nella vicenda riguardante le fatture, false o gonfiate che siano, e gli eventuali sprechi per quanto riguarda il settore della manutenzione affidata a ditte esterne all’azienda. Proprio per riuscire a risalire alle eventuali diverse responsabilità, gli uomini della Digos nella giornata di ieri sono tornati a palazzo Luciani. Altre fatture, altre determine di pagamento, portate via e che vanno a rimpinguare la già corposa documentazione, unitamente a pc e hard disk prelevati anche dai tre principali depositi aziendali, accumulata nella giornata di venerdì. Una nuova tranche di perquisizioni, di sequestri documentali, che riguardano il settore della manutenzione degli autobus della flotta aziendale del Cstp finita in mano a ditte esterne specializzate in vari settori. La nuova sortita degli uomini della Digos ha interessato nuovamente l’ufficio ragioneria della società di trasporto pubblico salernitana, setacciato anche nella la scorsa settimana insieme all’ufficio aziendale che si occupa dei sinistri: gli agenti hanno preso in consegna nuove fatture che, esattamente come nella prima tornata di perquisizioni, fanno riferimento ai lavori effettuati dalle ditte di manutenzione esterne alle officine del Cstp e che riguardano sia interventi meccanici che interventi di carrozzeria. I documenti che ora si trovano nelle mani degli inquirenti coprono un arco di tempo di cinque anni: si tratta di fatture, di preventivi e di determine di pagamento che vanno dal 2008 ad oggi, insieme anche alle pratiche “in itinere”, ovvero in corso d’opera. In pratica, tutto ciò che negli ultimi anni è passato per le officine, tutti gli accorgimenti effettuati sui bus, dal motore nuovo al cambio di uno pneumatico, con relative ore impiegate per effettuare l’intervento e costi delle operazioni, è nelle mani degli inquirenti. Nuove acquisizioni, dunque, sempre su disposizione del magistrato che ha avviato l’inchiesta su spinta propulsiva della stessa Digos, il sostituto procuratore Maurizio Cardea, per far luce su eventuali irregolarità nel rapporto tra la società di trasporto pubblico e le officine esterne nell’emissione delle fatture e dei preventivi e per riuscire a tracciare la mappatura delle responsabilità. La sensazione è che si sia solo all’inizio di una lunga e decisiva indagine avviata per stanare i probabili sperperi aziendali più volte lamentati e denunciati da alcuni dipendenti e che la questione relativa alla manutenzione esterna sia solo un tassello di un puzzle ben più complesso da comporre.

 

Chiesto il dissequestro del pc del deposito di Pagani: servizio in affanno. Salerno in sofferenza come ogni lunedì, ma a subire maggiormente gli effetti della stangata relativa ai servizi manutentivi, o meglio dei sequestri, è stato il gruppo di Pagani. Il deposito dell’agro nocerino sarnese, nella giornata di ieri, ha registrato numerose difficoltà a seguito del sequestro, da parte delle forze di polizia, del pc del capogruppo, quello in cui sono contenuti anche tutti i dati relativi allo sviluppo del servizio di trasporto sul territorio. Una situazione che ha indotto i vertici del Cstp ad inoltrare una richiesta presso il magistrato affinché si possa ottenere la restituzione, dopo tutti gli accertamenti del caso da parte degli inquirenti, del computer del deposito di Pagani per evitare che il servizio vada in sofferenza. Intanto, nella città capoluogo la storia si ripete come ogni settimana: circa una trentina di autobus in servizio ieri mattina, con grandi disagi soprattutto per quel che concerne le linee universitarie e quelle delle zone collinari, con le macchine piccole totalmente ko. Oltre venti autisti, infatti, sono stati costretti a restare nel deposito di Fuorni a braccia incrociate a causa della mancanza di autobus. La prova del nove su quelli che saranno gli effetti del terremoto giudiziario che sta investendo il Cstp si avrà, probabilmente, a partire da questa mattina quando, con le officine aziendali interne a pieno regime, si constaterà l’effettiva mancanza di pullman dovuta al blocco della manutenzione susseguito alle indagini della Procura.

Il piano concordatario. In molti hanno pensato, e anche sperato, che le indagini relative alla manutenzione non interferissero con l’iter riguardante l’approvazione del piano concordatario del Cstp. Alla luce della contestazione del reato di truffa a carico di ignoti, e forse anche prima, il dubbio è che nessun giudice possa prendersi la responsabilità di approvare una proposta di concordato preventivo con una accusa di truffa che pende come una spada di Damocle comunque, al momento, sull’intera società. In fondo, in quel piano ci sono crediti relativi proprio a tantissime ditte di manutenzione esterna e se si dovessero acclarare casi di fatture fasulle e costi gonfiati, anche se per cifre non spropositate, si metterebbe tutto in discussione. Dunque, con tutta probabilità la strada che i giudici del Tribunale Fallimentare di Salerno decideranno di prendere, sarà quella dell’attesa.

 

16 aprile 2013

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