Cstp: il Tribunale approva il piano. Ora la parola ai creditori

Scritto da , 17 Aprile 2013
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Il Cstp ce l’ha fatta. Ora la palla è nelle mani dei creditori dell’azienda di trasporto pubblico. Il Tribunale fallimentare di Salerno ha sciolto, nella mattinata di ieri, le riserve e ha approvato la proposta di piano concordatario presentata dal collegio dei liquidatori del Cstp, composto dal presidente Mario Santocchio, dal professore Michele Pizzo e dall’ingegnere Claudio Cicatiello, assistito dall’avvocato Giuseppe Fauceglia. Pronuncia positiva, dunque, da parte del giudice delegato Maria Elena Del Forno sul piano di ristrutturazione aziendale del Cstp che ora mira direttamente ad uscire dallo stato di liquidazione, con il puzzle della ricapitalizzazione che, però, allo stato, fatica a comporsi di tutti i suoi pezzi. Immediatamente, la società per tenere fede a quanto scritto nel concordato procederà alla effettiva stipula dei contratti di servizio: al momento c’è quello firmato con il Comune di Salerno e nell’ambito del quale si sta già procedendo ad una revisione dei servizi, al fine di produrre meno perdite possibili alle casse aziendali. Discorso diverso per quel che concerne il contratto di servizio con la Provincia di Salerno non ancora recepito dall’azienda che punta ad ottenere atti quanto più convenienti possibili. Tradotto, senza ulteriori tagli rispetto a quelli già previsti per l’anno in corso e dunque senza taglio del 10%.
Dunque, il giudice ha ritenuto che il piano concordatario del Cstp sia un piano di ristrutturazione in grado di far fronte anche alle attuali indagini pendenti a livello penale sul mondo Cstp.
L’adunanza dei creditori. Dopo l’ok da parte del Tribunale, la parola passa ora ai creditori del Cstp che saranno chiamati ad adunarsi per esprimere il proprio giudizio favorevole o contrario a quanto proposto dall’azienda nel piano di risanamento. Le percentuali, per i creditori in chirografo, variano dal 20 al 62%. Per far sì che il piano passi anche l’ultimo ostacolo e di conseguenza il fallimento, sarà necessario, nel caso in cui vi siano più classi di creditori, se in tutte le classi si riscontra il voto favorevole della maggioranza dei crediti ammessi al voto. In caso contrario, si procederà al fallimento, dopo il rigetto del concordato.
Ma quello di ieri è comunque un buon inizio, con il presidente Santocchio che ha rivendicato «concon orgoglio la scelta di aver imboccato la strada del pre-concordato, l’unica strada che a mio avviso sarebbe stata percorribile per estinguere i debiti di questa società».

 

Arriva Tommaso Nigro: è lui il commissario giudiziale. Una situazione delicata nelle mani di un commissario giudiziale dal curriculum stellare. Il commercialista ebolitano Tommaso Nigro, designato come commissario giudiziale cui spetterà il compito di seguire tutte le procedure inerenti il percorso del piano concordatario del Cstp approvato proprio nella giornata di ieri.
Quello stesso Tommaso Nigro curatore fallimentare della Salernitana Sport di Aniello Aliberti e dell’Alvi, la catena di supermercati coinvolta dal crac e di proprietà della famiglia Villani. Insomma, per una situazione molto complessa non poteva essere scelto che un professionista che di situazioni complesse se ne intende, anche se, nel caso del Cstp, contrariamente a quelli di Salernitana e Alvi in cui si tratta di fallimento, il compito di Nigro, in questo caso, trattandosi di concordato preventivo, sarà quello di coordinare e controllare le attività svolta dal debitore in causa, con il quale è chiamato a collaborare nella gestione dell’attività di impresa e nell’esecuzione degli obblighi concordatari, riferendo, al contempo, al giudice delegato le omissioni, le mancanze e le violazioni eventualmente riscontrate. Tra le sue mansioni anche quella di redigere una sorta di inventario dell’intero patrimonio societario, corredato da una relazione particolareggiata sulle cause del dissesto, sulla condotta del debitore, sulla proposta di concordato e sulle garanzie offerte ai creditori. Tale relazione deve essere depositata in cancelleria almeno 3 giorni prima della adunanza dei creditori.

 

17 aprile 2013

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