Cstp: dipendenti tra soddisfazione e preoccupazione

Scritto da , 14 Aprile 2013
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Preoccupazione e soddisfazione. Sono duplici i sentimenti che, il giorno successivo al blitz della Digos negli uffici e nei depositi del Cstp per acquisire documenti, pc e determine di pagamento relativi alla manutenzione esterna e all’acquisto dei pezzi di ricambio, animano i dipendenti dell’azienda. Preoccupazione per quelli che possono essere gli effetti dell’indagine aperta dalla Procura di Salerno sull’azienda di mobilità salernitana in un momento già di per sé molto delicato; soddisfazione perché qualcuno finalmente ha raccolto quanto denunciato nel corso dei mesi dal personale del Cstp proprio su alcuni episodi poco chiari riguardanti l’affidamento della manutenzione del parco rotabile a ditte esterne e gli onerosi costi sostenuti per l’acquisto dei pezzi di ricambio. Quel qualcuno sono stati gli agenti della Digos, sempre presenti alle manifestazioni del Cstp, e che hanno raccolto elementi tali da catturare l’attenzione del sostituto procuratore Maurizio Cardea, il firmatario del dispositivo di perquisizione e sequestro di venerdì. “L’avevamo detto”, probabilmente, è la frase ricorrente sulla bocca di numerosi lavoratori del Cstp negli ultimi due giorni. In più di una occasione, il personale di guida aveva lamentato il fatto che bus tornati come nuovi dalle officine esterne, ci dovevano poi ritornare dopo poco per lo stesso problema. Non si sono contati, soprattutto negli ultimi mesi. Il caso più eclatante fu quello del bus che, di ritorno da una ditta di riparazione, si fermò proprio all’ingresso del deposito di Fuorni. Nonostante fosse partito con il pieno di gasolio, il mezzo giunse a destinazione completamente a secco. Oppure dei tre pullman con il motore nuovo che, dopo essere usciti per il servizio, sono stati costretti a rientrare nuovamente per il guasto. Insomma, da tempo i lavoratori avevano lanciato i loro sos, invitando ad aprire gli occhi sui lavori effettivamente svolti e il prezzo corrisposto dall’azienda alle ditte di cui si serviva. Un rimprovero diretto anche ai vertici Cstp, rei, secondo i dipendenti ad un troppo facile affidamento dei servizi di officina e di carrozzeria a ditte esterne. 
Ma nel mirino della Procura ci sarebbero anche eventuali sprech da parte della società: ovvero scelte non proprio oculate e coerenti che sarebbero solo andate in danno delle casse societarie.
Tutti gli incartamenti e i pc sequestrati sono ora al vaglio dei inquirenti che dovranno individuare eventuali irregolarità e rintracciare le responsabilità.
La preoccupazione dei dipendenti, che temono di veder vanificato ogni loro sforzo anche e soprattutto economico per salvare l’azienda, c’è ed è forte.

 

14 aprile 2013

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