Cstp: Cicatiello saluta e se ne va. Santocchio uomo solo al comando

Scritto da , 8 maggio 2013

Adesso Mario Santocchio è solo al timone del Cstp. Toccherà all’assemblea dei soci tracciare la via maestra per proseguire nel cammino per il salvataggio dell’azienda di trasporto pubblico locale.
Ora che anche Claudio Cicatiello, l’ingegnere napoletano presidente del Consorzio UnicoCampania che ha rassegnato nella giornata di ieri le proprie dimissioni dal ruolo di componente del Collegio di liquidazione del Cstp, le carte in tavola cambiano. Poco più di un anno è durato il suo mandato di “ristrutturatore” d’azienda nella sede sociale di piazza Matteo Luciani. Le dimissioni di Cicatiello giungono a distanza di circa dieci giorni da quelle rassegnate dall’altro componente dell’ormai ex terna di commissari liquidatori dell’azienda di trasporto salernitana, il professore Michele Pizzo. Alla base della decisione, una fitta agenda di impegni ma, probabilmente, anche il fatto che, in buona sostanza, il lavoro per il quale sia Claudio Cicatiello che Michele Pizzo erano stati chiamati è concluso con una procedura di concordato preventivo ormai entrata nel vivo. Insomma, stando alla attuale situazione, da ristrutturare non ci sarebbe più nulla.
Dunque, Mario Santocchio, presidente del Collegio, è solo al comando. Una situazione che, però, potrebbe non durare ancora molto. Spetterà infatti all’assemblea dei soci (in convocazione per il prossimo 14 maggio) decidere come andare avanti nel cammino. Tre sarebbero le opzioni: la prima è quella che vedrebbe Santocchio confermato in qualità di amministratore unico; la seconda è quella che, invece, dovrebbe rimettere le cose come erano fino a prima delle dimissioni di Michele Pizzo, ovvero la nomina di uno o due componenti del collegio dei liquidatori da affincare al presidente; la terza è quella che, invece, vedrebbe addirittura una sostituzione di Mario Santocchio che, così, lascerebbe dopo tre anni il proprio ufficio di piazza Matteo Luciani.
Allo stato, la strada che sembra impercorribile è quella della conferma del presidente del Collegio in qualità di amministratore unico. La più accreditata, invece, sembra quella della ricomposizione della terna liquidatrice con altri due professionisti, ma anche l’ipotesi di una sostituzione sembra stia solleticando la fantasia di qualche ente socio.

 

Ricapitalizzazione ancora molto lontana. La fuga dal Cstp potrebbe avere un solo nome: ricapitalizzazione. I mesi trascorsi, ormai, dalla decisione dell’assemblea dei soci del Cstp che deliberò in favore della ricostituzione del capitale sociale (non più ammontante a 5 milioni ma ad un milione e 250 mila euro), sono diventati sei. Gli enti che hanno versato la propria quota sono stati solo quattro: i Comuni di Salerno, Baronissi e Fisciano, e la Provincia. Per il resto, ci sono solo le delibere dei vari consigli comunali. Alcune di esse, poi, presenterebbero anche dei vincoli che, di fatto, frenano l’iter (come quella di Cava de’ Tirreni che prevede la non vendita del deposito bus). E i tempi potrebbero ancora allungarsi.

 

8 maggio 2013

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