Crollo al Nautico, Canfora pronto a chiudere le scuole

Scritto da , 16 gennaio 2015
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di Marta Naddei

Si dice pronto a chiudere tutti gli istituti scolastici non a norma, finché non arriveranno i finanziamenti per poter provvedere alla manutenzione degli edifici. Esattamente come aveva fatto qualche settimana fa in riferimento alla condizione delle strade del territorio salernitano su cui, a causa di mancanza di fondi non è possibile intervenire per un ripristino.
Giuseppe Canfora, ieri mattina, poco dopo aver appreso la notizia del crollo è accorso presso la scuola per verificare lo stato dell’arte. Il numero uno di palazzo Sant’Agostino ha affermato che «nelle priorità della mia amministrazione, ho inserito l’attenzione alle scuole e il loro ammodernamento funzionale, cosa che non mi stanco di ripetere in ogni occasione, soprattutto quando si discute con le autorità governative di spending review per le Province. I finanziamenti per la scuola devono crescere, non diminuire».
Intanto, però, una recente doppia mossa della Provincia di Salerno sembra pesare non poco su quanto accaduto ieri mattina presso l’istituto nautico “Giovanni XXIII” di Torrione. In particolare, l’azzeramento del fondo di riserva – costituito proprio per affrontare emergenze relative alle manutenzioni di strade e scuole della provincia di Salerno – per pagare il compenso del direttore generale esterno assunto dall’ente, Bruno Di Nesta. In secondo luogo, il braccio di ferro con l’amministratore dell’Arechi multiservice Marcello Feola, sulla questione del rinnovo dei contratti dei 24 dipendenti a tempo determinato della partecipata della Provincia che si occupa proprio degli interventi negli edifici scolastici del territorio.
A parlare, oggi, dopo l’ultimo grave avvenimento sono proprio gli ormai ex dipendenti dell’azienda provinciale. «Il problema – afferma Luca, uno dei 24 licenziati – non è che non vi siano soldi. Ci sono e in Provincia lo sanno benissimo. Ora hanno a che fare con un’altra questione, ovvero quella della carenza di personale. Mentre prima, pur con il nostro innesto, l’Arechi multiservice riusciva a coprire a stento tutti gli interventi. C’è bisogno di noi ed è ora che a palazzo Sant’Agostino lo capiscano».
A pungolare Canfora ci ha pensato anche il suo predecessore, Antonio Iannone  – attuale coordinatore regionale di Fratelli d’Italia – che ha ampliato il suo raggio d’accusa, sostanzialmente, però, ricalcando il pensiero dell’attuale amministrazione sulla pochezza delle risorse. «Le scuole crollano, ecco a cosa ha portato la riforma delle Province di Renzi, di Delrio e del Pd. Ho denunciato per anni quali sarebbero stati gli effetti della distruzione delle Province mentre i sodali locali di Matteo Laqualunque facevano i professori della gestione della cosa pubblica. Ora sono al Governo della Provincia e ci facciano vedere come sono capaci di fare interventi di manutenzione senza risorse».
Insomma, pare proprio che sia partita la corsa alla responsabilità, come accade a margine di tutti gli eventi di questo tipo e di questa portata. Il dato certo è che, tra proclami e promesse, di mezzo ci sono i fatti che parlano di una mancata manutenzione da anni, da soldi distratti per coprire altre spese e priorità data alle lotte per le poltrone piuttosto che agli addetti ai lavori.
L’auspicio è che – come tanti studenti hanno urlato e scritto sui social network nel corso della giornata – non si debba attendere che ci scappi il morto prima di intervenire e risolvere i problemi.

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