Crolli in Piazza della Libertà: la Procura individua i “colpevoli”

Scritto da , 4 febbraio 2013
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Non si salva quasi nessuno. Su Piazza della Libertà, la relazione tecnica dell’ingegnere Boeri, incaricato dalla Procura di Salerno di verificare le cause dei crolli verificatisi in un settore del cantiere di Santa Teresa, non salva quasi nessuno. Sostanzialmente, nel confermare l’errore di calcolo, il tecnico tira in ballo, coloro (quasi tutti) che hanno avuto incarichi tecnici. Perché se il progettista avrebbe commesso i suoi errori, anche la fase esecutiva mostrerebbe le sue criticità. Ricordiamo, infatti, che la fase progettuale è stata affidata alla Lotti, quella esecutiva alla Esa Costruzioni. In Procura, i pm Valenti e Polito, avrebbero già iscritto sul registro degli indagati quattro persone. Ma questo prima della consegna della relazione di parte, giunta alla cancelleria il 21 dicembre scorso e che ora si troverebbe agli atti del fascicolo (ormai immenso) aperto al Consiglio di Stato, dove il 26 marzo, dopo la fase istruttoria in corso (con le verificazioni) si dirà l’ultima parola sul Crescent. Tornando alla Piazza, al terzo quesito, Boeri dice quali potessero essere le «azioni impeditive che, attuate dai diversi soggetti attori nell’esecuzione delle opere, avrebbero potuto evitare il collasso della struttura». Ed ecco cosa sostiene, dividendo ruoli e responsabilità: il progettista della struttura (ingegnere Vincenzo Nunziata) avrebbe prodotto i grafici di progetto privi di armatura a taglio in corrispondenza dei pilastri. «L’inserimento – scrive – negli elaborati grafici delle armature derivanti dall’elaborazione del modello fornito dal programma di calcolo avrebbe consentito la corretta esecuzione delle opere». Alla Esa Costruzioni (il cui legale rappresentante è Enrico Esposito) la responsabilità – sempre secondo l’ingegnere Boeri – di aver omesso una efficace azione di controllo che avrebbe potuto esercitare anche attraverso la competenza e l’ausilio del direttore tecnico e della struttura tecnica dell’impresa. I direttori dei lavori (Paolo Bola dal 17 settembre 2009 al 10 febbraio 2012; Marta Santoro dal 10 febbraio 2012) e il direttore operativo delle strutture (Sergio Delle Femine), invece, stando alla relazione: «Avrebbero potuto rilevare la mancanza dei distanziatori, imponendone l’introduzione». Il collasso, sostiene il perito tecnico: «è avvenuto principalmente per la riduzione dell’altezza utile della sezione». Infine c’è anche il collaudatore delle strutture in corso d’opera (Massimo Della Cava) che da parte sua, per Boeri, «non ha rilevato l’incongruenza tra i calcoli e gli elaborati grafici prodotti dal progettista». E il Comune? Accertati, a detta della perizia che non sussistono «fattori alternativi alle condotte dei soggetti che hanno preso parte al progetto e all’esecuzione dell’opera» (insomma escluso anche il fattore ordigno bellico), Boeri tra coloro preposti al controllo, cita anche, gli ingegneri Lorenzo Criscuolo e Antonio Ragusa, entrambi (in periodi diversi) responsabili unici del procedimento; nonché l’ingegnere Domenico Barletta, dell’ufficio settore opere e lavori pubblici, insieme al suo staff e alla commissione di collaudo. Ma chi pagherà l’intervento (che pare che sia abbastanza costoso)? Allo stato questo sembra sia l’interrogativo più complicato a cui rispondere.

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