Crolla il turismo nel salernitano ma regge in Costiera Amalfitana

Scritto da , 30 Agosto 2019
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di Erika Noschese

Ancora una stagione amara per il turismo campano. I dati forniti dall’Abbac – l’associazione nazionale dei B&B e affittacamere – e dell’osservatorio Otei, parlano infatti di una stagione turistica in chiaroscuro con punte del meno 20%, rispetto allo scorso anno, in alcuni territori. Nello specifico, a Salerno città l’Abbac ha registrato un 15/20% in meno rispetto al 2018 mentre si è registrato un netto aumento per quanto riguarda la platea delle strutture considerate non regolari; calo registrato anche in Cilento con il 20% in meno rispetto allo scorso anno. E’ andata meglio, invece, in Costiera Amalfitana dove la flessione è stata davvero minima o insignificante; dicorso simile anche per Amalfi e Positano che restano al top nella classifica seguite da Vietri sul Mare, Maiori e Minori. Dati, questi, che da un lato allarmano e demoralizzano gli operatori e dall’altro fanno invece sperare nel mese di settembre, con le ultime settimane estive. A penalizzare le zone costiere sia fattori esogeni quali il successo di destinazioni più a buon mercato per il turismo balneare, soprattutto per le vacanze degli italiani, sia fattori endogeni come le storture del territorio con poca organizzazione turistica, carenti infrastrutture e servizi, scarsa professionalità, abusivismo ricettivo, percezione di insicurezza e difficile mobilità. Alla base dell’ennesimo crollo registrato dalle strutture turistiche, salernitane e campane, anche le difficoltà collegate ai dati allarmanti sulla balneabilità di alcune importanti aree costiere che hanno destato preoccupazione. Migliorano, invece, le esperienze di viaggio dei turisti che recensiscono online malgrado diverse problematiche. «Speriamo in settembre che possa mitigare i guasti di una stagione che per la prima volta, come già annunciato dalle previsioni, ha registrato una flessione», ha dichiarato il presidente Abbac Ingenito che parla di segnali incoraggianti grazie alla frequenza dei voli e alle maggiori opportunità culturali offerti ad un target sempre più alto di viaggiatori ma – aggiunge – «si può fare molto di più». come ad esempio, «una calendarizzazione annuale di mostre ed eventi, migliore promozione verso mercati nuovi e rafforzamento dei canali tradizionali oltre ad una forte azione contro abusivismo, illegalità e sicurezza». Nel bilancio complessivo di questa estate 2019 vengono messe nel conto anche le mancate scelte compiute sinora della Regione, che non si è ancora dotata di un piano di sviluppo regionale, con carenze strutturali relativi a portali di informazione, strumenti di assistenza e gestionali dell’organizzazione turistica. «Molti enti non dialogano tra loro, poche vere sinergie con i privati, eventi non coordinati e promossi in tempi e modalità non corretta mentre restano sul tappeto le gravi difficoltà di mobilità, basti pensare alla Circumvesuviana, alle ridotte corse integrative delle vie del Mare, alla fruizione di spazi e parcheggi e al traffico insostenibile verso località che come per la Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana dovrebbero essere tutelate e protette considerata la loro fragilità», ha aggiunto Ingenito secondo cui è necessario «un dialogo franco e diretto, per cogliere le oportunità di un segmento economico sempre più rilevante in Campania. Si deve fare di più e meglio su risorse europee, cogliendo l’opportunità della nuova programmazione Ue e utilizzando le cifre già stanziate e non utilizzate per il turismo, puntando ad una vera cabina di regia, che coinvolga tutti gli attori della filiera». Tante, troppe le problematiche che mettono in ginocchio il turismo come le tasse, troppe, e le imposte da parte dei Comuni per la tarsu, spendita non direzionale delle imposte di soggiorno per i Comuni che la applicano e servizi non all’altezza di destinazioni anche prestigiose. «Va bene l’aeroporto di Capodichino con i tanti voli e rotte offerte, come pure l’avvio speriamo a breve a pieno regime del secondo aeroporto di Salerno ma si deve lavorare ad una sinergia istituzionale e privata che punti alla qualificazione dell’offerta, al rafforzamento di infrastrutture, al potenziamento dei collegamenti del trasporto pubblico, per evitare ad esempio lo spopolamento nelle aree interne con un progetto concreto di incentivazione turistica e sostenibile e puntando ad una destagionalizzazione vera fatta con pacchetti turistici integrati che coinvolga tutti i settori da quello naturalistico, termale, escursionistico e religioso oltre a quello accessibile».

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