Crisi del consorzio Cofaser, «Salviamo i posti di lavoro»

Scritto da , 12 Luglio 2020
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«Salviamo i posti di lavoro, salviamo le farmacie comunali del consorzio Cofaser». A lanciare l’allarme è il segretario della Uil Fpl di Salerno, Donato Salvato. Ad oggi, infatti, le farmacie del consorzio Cofaser hanno difficoltà nel reperire i farmaci, ragion per cui nei giorni scorsi hanno chiesto, in una nota indirizzata agli enti competenti, la possibilità di chiudere per ferie, come di fatto accaduto. Le farmacie, da ieri, sono in ferie e rimarranno chiuse almeno fino al 26 luglio. «Quanto successo alle farmacie del consorzio Cofaser insegna che una cattiva gestione, aziendale e politica, rischiano di far fallire anche un’attività che in altre realtà d’Italia resta un fiore all’occhiello. Portare in Tribunale i libri contabili di un consorzio farmaceutico è un record di cui non andare per niente fieri. Peccato a pagarne le spese saranno soltanto i lavoratori», ha dichiarato Salvato in merito al momento delicato che attraversa il Cofaser, con il Cda che ha chiuso le farmacie per 15 giorni sperando di trovare una soluzione che eviti il default. «Da oltre un anno avevamo dato la giusta soluzione alle amministrazioni comunali di Sarno e Mercato San Severino, facendo leva sui dipendenti pubblici e sulle carenze di personale che vivono attualmente i due Enti. Si sarebbe recuperato il denaro utile per non arrivare a quello che invece si è concretizzato. Si sarebbero incrementati i servizi dei Municipi, ma invece hanno prevalso altre dinamiche», ha detto ancora il segretario della Uil Fpl di Salerno. Una situazione surreale per Salvato, che ora chiede uno sforzo ai soci del consorzio: «Non si può scaricare la colpa solo sul passato. La magistratura farà il proprio lavoro sulle indagini già avviate, ma adesso serve salvare i lavoratori e un patrimonio importante come quello delle farmacie. In altre parti d’Italia queste attività portano anche utili e non riesco a capire perché nel Salernitano queste realtà facciano sempre fatica. Come sindacato, siamo al fianco dei lavoratori e pronti a ragionare su qualsiasi iniziativa utile per evitare il fallimento. I Comuni possono, come noi abbiamo sempre chiesto, di assorbire ancora adesso i lavoratori in eventuale esubero. Insieme agli altri sindacati abbiamo chiesto un incontro urgente con la proprietà per lunedì dove ribadiremo la fattibile soluzione che la Uil Fpl ha sempre sostenuto. La politica almeno adesso assuma il proprio ruolo, impegnandosi a garantire i servizi e garantire i livelli occupazionali». Di fatti, oggi il consorzio Cofase sta attraversando una crisi aziendale, sfociato nella predisposizione di un piano concordato da presentare al tribunale di Nocera Inferiore, in attesa di attestazione con la conseguente sospensione momentanea delle forniture da parte dei depositi farmaceutici che approvvigionano le Farmacie Consorziate fino ad attestazione del suddetto piano. Ad intervenire sulla questione anche Annalucia Grimaldi, consigliere di Mercato San Severino: «La Cofaser rischia concretamente il fallimento ma i veri falliti di questa storia sono gli amministratori pubblici e i politici che hanno permesso tutto questo, nominando amministratori incapaci e omettendo di controllare in questi anni – ha dichiarato la consigliera – I Commissari che ci hanno preceduto avevano analizzato già la situazione predisponendo la naturale uscita dal consorzio da parte del Comune di Mercato S. Severino, e invece no, per la maggioranza ex opposizione, si dovevano tutelare i posti di lavoro. E già proprio quelli e oggi? Cosa dite oggi a quei lavoratori che dovevate tutelare? Come si può portare al fallimento un Consorzio di Farmacie?». La consigliera, di fatti, si dice preoccupata perchè la procedura di concordato preventivo ancora non ha dato riscontro ma i tempi sono maturi. «I lavoratori non possono pagare per gli errori di chi li amministra», ha aggiunto la Grimaldo che chiede un confronto immediato per chiarire la vicenda e informare la cittadinanza. «Rinnovo l’invito ai consiglieri comunali di Mercato S. Severino a sottoscrivere la richiesta per il consiglio comunale straordinario, senza altre 2 firme da Statuto, non possiamo presentare la richiesta», ha detto infine

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