Crescono le denunce in Campania per furti di identità online

Scritto da , 29 aprile 2017

Internet ha stravolto letteralmente il nostro modo di vivere. Oggi tutto il mondo occidentale è connesso online: 2 famiglie italiane su 3 dispongono di un pc o un tablet, e quasi tutti abbiamo a disposizione uno smartphone con connessione 3g. Grandi e piccoli hanno familiarizzato con termini quali like, share, visualizzazioni, notifiche e quant’altro.
Purtroppo però il mondo di internet può diventare molto pericoloso soprattutto per i più giovani, non a caso, proprio negli ultimi anni, si sono diffusi sempre più concetti come cyberbullismo ed online predators.
La notizia di oggi riguarda proprio le insidie del web. A darla è l’azienda che gestisce il Network Emade Chat: una rete di community che comprende alcune delle più famose chat senza registrazione italiane come chatinsieme.it, entrainchat.it e la stessa 5chat.it.
Pare che in tutta Italia, ed in particolar modo nella regione Campania, ci sia stato un vero e proprio boom di furti di identità online.
“La nostra azienda opera nel settore delle community da quasi due decenni. Abbiamo visto nascere il web ed evolversi, ed abbiamo osservato come si sono evoluti a loro volta gli utenti delle chat.
Fino a qualche anno le chat IRC erano un ambiente di nicchia, riservato a pochi appassionati. Oggi sono invece un luogo di scambio virtuale che coinvolge migliaia di persone giornalmente. Il nostro network totalizza quasi 50mila accessi quotidiani; in 20 anni mai come adesso riceviamo continue segnalazioni da parte della polizia postale riguardo a presunti furti d’identità. Veniamo contattati giornalmente dagli agenti della polizia postale di città come Salerno, Napoli, Caserta, i quali ci chiedono i tabulati delle conversazioni online indispensabili per lo svolgimento delle loro indagini.”
Ma come funazionano le chat online? E quali sono le dinamiche di tale “furto di identità”?
Le chat senza registrazione sfruttano il protocollo IRC per consentire la comunicazione fra sconosciuti. Per chattare solitamente basta semplicemente scegliere un nome di fantasia ed entrare in una delle tante “room”. Spesso accade che uno degli utenti online finge di essere un’altra persona (solitamente una persona conosciuta, un amico o un ex-partner) e comincia a diffondere dati personali ed informazioni sensibili su tale persona, come il nome, la città di residenza o il numero di telefono. Le giustificazioni a tale gesto sono diverse: a volte si tratta di una ripicca per un torto ricevuto, altre volte invece vuole essere un semplice gioco per interrompere la noia. 
La cosa terribile è che questo genere di “scherzi” spesso commesso da ragazzini ai danni di loro coetanei, possono avere conseguenze terribili. Può capitare infatti che le vittime dello scherzo siano vengono avvicinate da stalker e malintenzionati.

Insomma il problema è piuttosto allarmante. Pare infatti che nell’ultimo mese ci siano state oltre 25 segnalazioni, 9 delle quali provenienti da un comune campano.

Per cercare di arginare il fenomeno è fondamentale innanzitutto educare la popolazione a l’utilizzo di tali strumenti. Sicuramente le istituzioni potrebbero fare molto di più in questi termini, ad ogni modo una grossa mano può essere data attraverso una corretta informazione. 
In molti infatti non sanno che questo genere di “scherzi” rappresentano una chiara violazione della privacy, pertanto sono a tutti gli effetti reati punibili penalmente.
Tra l’altro attraverso i dati registrati dai server delle chat, è possibile ricercare le discussioni avvenute fra gli utenti online e tramite gli indirizzi IP associati ad ogni messaggio, rintracciare eventuali colpevoli è praticamente un gioco da ragazzi.

Pertanto occhio a come vi “divertite”sul web, ma soprattutto prestate attenzione a come si “divertono” i vostri figli.

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