Crescent, Sist e Autorità bocciano il Pua e presentano il conto a De Luca

Scritto da , 3 febbraio 2015

di Andrea Pellegrino 

Sono state respinte tutte le osservazioni alla variante al Pua di Santa Teresa (Piazza e Crescent) approvata dalla giunta comunale all’indomani delle prescrizioni imposte dal Soprintendente Gennaro Miccio sul comparto. L’esecutivo del sindaco De Luca ha rispedito ora al mittente tutte le osservazioni presentate al precedente atto giuntale. Comprese quelle mosse dalla Sist di Dattilo (ex Jolly Hotel), proprietaria di parte dei diritti edificatori della mezza luna di Bofill, e quelle sollevate da Andrea Annunziata, presidente dell’Autorità Portuale di Salerno che si è visto tagliare la sua “Torre” nell’ultimo parere della Soprintendenza. Tutto resta come è per l’amministrazione comunale che ora dovrà passare la variante al vaglio del Consiglio comunale, probabilmente già durante la prossima seduta. Unico spiraglio aperto con l’Autorità Portuale. Alla richiesta di definizione del sub comparto 2, «per quanto attiene la nuova sede dell’Autorità portuale», l’amministrazione chiarisce: «L’indirizzo per il sub comparto 2, contenuto nella variante costituisce adempimento alla nuova localizzazione degli edifici pubblici non più previsti nel sub comparto 1. Con gli enti interessati sarà reiterata la dovuta concertazione». Nulla da fare, invece, per salvare la Torre. La proposta Annunziata, respinta dalla giunta, prevedeva la «stessa prescrizione dettata per l’edificio Crescent circa l’altezza massima raggiungibile» anche per il palazzo dell’Authority. Una osservazione respinta, in quanto – si legge nel testo della delibera, per il taglio degli edifici «si tratta di attività dovuta dal Comune in quanto vincolata dal parere della Soprintendenza». Più dettagliate le osservazioni presentate dalla Sist, che attualmente tiene ancora sospeso il suo intervento a Santa Teresa, anche in considerazione di un contenzioso in atto con il Comune in sede civile. Tra l’altro, non è escluso che la società possa trascinare l’ente comune in una disputa economica. L’amministratore della Sist, Maurizio Dattilo, riprende quanto sostenuto dalla Procura della Repubblica nell’ambito dell’inchiesta Crescent (oggi c’è l’udienza). In particolare la quantità di solaio totale, nonché le aree ancora non acquisite dal Comune e di proprietà, dunque, del demanio dello Stato. Ed, infine, sulle proporzioni tra le destinazioni residenziali e quelle produttive e dei servizi riportate nei prospetti tecnici del comparto. Tutte respinte anche in questo caso, con l’amministrazione che scrive: «Non è necessario che aree demaniali siano preventivamente acquisite in proprietà del Comune per essere utilizzate come aree standard, in quanto esse permangono a funzioni pubblica». Bocciate anche le osservazioni presentate dai consiglieri comunali Raffaele Adinolfi e Roberto Celano, nonché quelle a firma del comitato “No Crescent” ed Italia Nostra e del Movimento 5 Stelle. Quanto alla deviazione del Fusandola, il Comune replica: «Lo spostamento del tratto finale del torrente è avvenuto attraverso l’ottenimento di tutti i pareri necessari che si sono espressi anche in materia di sicurezza idrogeologica». Mentre sul vincolo, sollevato da Italia Nostra, si legge: «Non si tratta di un vincolo di immodificabilità». Ancora «nessuna incompatibilità» per gli amministratori che, benché imputati nel processo Crescent, hanno approvato la variante che recepisce le prescrizioni della Soprintendenza di Salerno.

 

IL CONTO PRESENTATO DALLA SIST E DALL’AUTORITA’ PORTUALE

La Sist e l’Autorità Portuale non nascondono le loro preoccupazioni al Comune di Salerno sull’intervento Crescent. La prima, ex Jolly Hotel, ancora non ha eseguito i lavori mentre la seconda si è vista tagliare dal Soprintendente quella che sarebbe dovuta essere la nuova sede dell’ente e che sarebbe dovuta sorgere in una delle Torri previste a completamento del Crescent. Ed entrambi sollevano problemi di danni e quindi economici. Nelle osservazioni, respinte dal Comune, sono esplicitate tutte le preoccupazioni. In particolare Maurizio Dattilo, amministratore della società Sviluppo Immobiliare Santa Teresa (Sist appunto), titolare del permesso a costruire numero 6 scrive:  «Al fine di consentire la trasformazione urbanistica dell’area di Santa Teresa, la società ha interrotto l’attività dell’albergo “Jolly Hotel” avendo una rendita pari ad oltre 500mila euro l’anno». «Ad oggi la società  – prosegue – non ha potuto eseguire la realizzazione del nuovo complesso ed inoltre si trova nella condizione di dover difendere il proprio bene dal rischio di confisca». Così Dattilo avrebbe invitato a tenere presente «quanto sollevato dall’autorità giudiziaria (che tiene sotto sequestro l’area)» al fine di «prevenire i già formulati rilievi dell’Autorità giudiziaria procedente, onde evitare ulteriori danni». Tant’è che l’amministratore della società, nel testo delle osservazioni, altro non avrebbe fatto che citare quanto sostenuto dalla Procura della Repubblica ed in particolare dal consulente Luigi Boeri, allegando l’atto giudiziario con il quale il giudice Sergio De Luca ha disposto il giudizio per 22 persone (sindaco De Luca compreso).
Non nasconde la presenza di danni economici neppure Andrea Annunziata, presidente dell’Autorità Portuale di Salerno, che nelle osservazioni (respinte) scrive: «Si tenga conto di tutte le procedure in essere e già espletate – sin all’anno 2009 ad oggi – con l’aggiudicazione dei lavori all’impresa esecutrice (che fa richiesta all’Ente di risarcimento economico e pagamento dei lavori allo stato già effettuati) oltre alla perdita del connesso finanziamento ottenuto per la specifica destinazione del fabbricato ad uso pubblico». Fabbricato cancellato dal Soprintendente Gennaro Miccio.

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