Crescent, si decide sul dissequestro

Scritto da , 15 ottobre 2015
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di Andrea Pellegrino Tempo qualche giorno e si conoscerà il destino dell’opera Crescent. Ieri mattina davanti al Riesame si è discusso il ricorso per il dissequestro della mezzaluna di Bofill presentato dai legali della società Crescent srl. In un’ora l’avvocato Lorenzo Lentini ha ripercorso tutte le tappe della vicenda, chiedendo, naturalmente, la rimozione dei sigilli ed il prosieguo dei lavori. Istanza osteggiata dai pm Alfano e Valenti titolari dell’inchiesta che ha portato a processo 23 persone, tra cui l’attuale governatore Vincenzo De Luca. Al centro, oltre le violazioni urbanistiche contestate dalla Procura (c’è anche l’ipotesi di lottizzazione abusiva), ci sono i presunti mancati oneri di urbanizzazione che il privato avrebbe dovuto pagare al Comune. Al massimo entro lunedì la decisione del Tribunale dovrebbe arrivare e sancire così il nuovo corso rispetto all’intervento di Santa Teresa. E non solo. L’istanza di dissequestro sarebbe stata inoltrata dalla sola Crescent srl che non è l’unica società aggiudicataria dei diritti per la costruzione della mezzaluna di Bofill. All’appello mancherebbe la Sist srl, società che farebbe riferimento all’ex Jolly Hotel dell’ingegnere Chechile che al momento si tiene fuori dai giochi, non avendo mai iniziato i lavori per la realizzazione del settore numero 6 del Crescent. Insomma per la costruzione di una vera e propria parte dell’opera privata. Intanto il prossimo 27 ottobre si terrà una nuova udienza – nell’ambito del processo Crescent – che vedrà il prosieguo della testimonianza dell’ex soprintendente di Salerno Gennaro Miccio. Durante l’ultima udienza Miccio non ha nascosto responsabilità in capo all’allora soprintendente Giuseppe Zampino. Ma l’ultima grana per il Comune e per la stessa soprintendenza sarebbe giunta pochi giorni fa con la richiesta di risarcimento da parte dell’Autorità Portuale di Salerno per la mancata realizzazione di una delle Torri del Crescent che avrebbe dovuto ospitare la nuova sede dell’Authority, che sarebbe dovuta essere realizzata con fondi comunitari già assegnati all’Ente. Ma ora la prima tappa da superare riguarda l’eventuale dissequestro o meno del cantiere di Santa Teresa.

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