Crescent: ricorso al Tar, la Sist vuole costruire. Ctu sui permessi

Scritto da , 1 maggio 2016

di Andrea Pellegrino

I nuovi permessi per la realizzazione del Crescent di Salerno rischiano di approdare anche davanti al Tar.
Italia Nostra e No Crescent, al momento, hanno avuto accesso agli atti ed hanno recuperato i primi permessi di costruire rilasciati dopo l’ordinanza del tribunale del Riesame che ha rimosso i sigilli alla mezza luna di Bofill.
Si valuta al momento una eventuale impugnativa davanti al giudice amministrativo nel mentre s’attende la decisione della Cassazione, “interrogata” sia dalla Crescent srl che dai pubblici ministeri che seguono il processo che vede imputato, tra gli altri, l’ex sindaco Vincenzo De Luca, attuale governatore della Campania. Alla base dei nuovi permessi rilasciati dal Comune di Salerno c’è il pagamento degli oneri di urbanizzazione. Sei milioni e 700mila euro suddivisi tra la Crescent srl (che detiene la maggior parte dei settori della mezza luna) e la Sist.
Quest’ultima è la società nata dalla ceneri del Jolly Hotel di Santa Teresa che dovrebbe realizzare una parte del Crescent. Allo stato, la Sist non ha avviato i lavori in attesa di conoscere sviluppi sotto il profilo giudiziario. Ma pare che di recente abbia chiesto ed ottenuto il permesso di costruire. A differenza della Crescent srl, che fa capo ai fratelli Rainone, la Sist (che fa riferimento all’ingegnere Chechile) nel suo pezzo di Crescent dovrà realizzare più strutture commerciali che abitative.
La quota che invece dovrà versare al Comune di Salerno per il rilascio del permesso ammonta a 764mila euro circa. Oneri di urbanizzazione che se da un lato hanno permesso di togliere i sigilli all’opera, dall’altro sono al centro di un contenzioso giudiziario instaurato proprio dai fratelli Rainone che attendono il giudizio della Cassazione e che al Tar, invece, hanno impugnato il precedente l’annullamento dei precedenti permessi di costruire, quelli ossia che avevano bloccato il Crescent. Inoltre, proprio la Crescent srl avrebbe esplicitato nero su bianco le proprie perplessità anche al Comune di Salerno rispetto al pagamento degli oneri. Tant’è che per ora avrebbero versato solo una prima tranche, in attesa di conoscere gli esiti giudiziari delle loro azioni.
Ma non finisce qui. Sempre al Tar c’è un ulteriore giudizio sospeso che riguarda l’intero Pua di Santa Teresa, approvato all’indomani del nuovo parere emesso dalla Soprintendenza di Salerno, ed in particolare da Gennaro Miccio. Pua impugnato anche dall’Autorità Portuale di Salerno che si è vista tagliare la nuova sede. Infine, quanto al nuovo Pua e ai rispettivi permessi a costruire rilasciati dal Comune, la Procura avrebbe chiesto il supporto di un Ctu.

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