Crescent, Rainone al Tar per non pagare gli oneri di urbanizzazione

Scritto da , 26 febbraio 2016
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di Andrea Pellegrino

Rinuncia alla sospensiva per andare direttamente al merito. La Crescent srl utilizza questa nuova strada al Tar dove ha impugnato l'annullamento dei permessi di costruire del 2015  del Comune di Salerno. Il 5 luglio ora si terrà l'udienza e si deciderà, dunque, sul ricorso presentato dall'avvocato Lorenzo Lentini.  Una vicenda, ad oggi, che si complica ulteriormente. Almeno sotto il profilo procedurale. I permessi di costruire reclamati dalla Crescent srl – annullati dal Comune – non contemplerebbero il pagamento degli oneri di urbanizzazione. Circostanza, quest'ultima, che avrebbe portato l'annullamento delle vecchie autorizzazioni dopo la pronuncia del Tribunale del Riesame per il dissequestro del cantiere di Santa Teresa. Sostanzialmente i sigilli sono stati tolti perché Rainone ha versato gli oneri di urbanizzazione (un milione subito e 5 milioni garantiti da una polizza fideiussoria) così come stabilito dal Tribunale ed in base ai nuovi permessi di costruire emessi dal Comune di Salerno.  Al Tar però il colpo di scena con la rivendicazione di quei permessi di costruire (tra l'altro finiti anche al centro di informative della Procura di Salerno) che hanno tenuto bloccato il cantiere della mezza luna di Bofill. Una vicenda che a quanto pare mirerebbe a dimostrare che la Crescent srl non deve nulla alle casse comunali. D'altronde un ricorso teso a “risparmiare gli oneri” pende anche innanzi alla Cassazione. 
Amministrativamente la Crescent srl vorrebbe dimostrare che i permessi emessi nel 2015 scaturiscono da un nuovo Pua (approvato solo dalla giunta comunale) che non prevede più il pagamento della piazza monumentale, bensì una semplice sistemazione viaria necessaria al collegamento esterno con la stazione marittima. Ciò consentirebbe a Rainone di risparmiare una bella cifra, con il rischio però che si riapra la partita in Tribunale, dove gli indirizzi rispetto alla questione sono stati abbastanza chiari circa il pagamento dei soldi. A ricostruire la vicenda anche un esposto di Italia Nostra e del No Crescent inviato ai vertici comunali e al Procuratore Capo di Salerno. 

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