Crescent: permessi a costruire illegittimi e illeciti. Ecco perchè resta sequestrato

Scritto da , 22 ottobre 2015

di Andrea Pellegrino

E’ una mezza sconfitta e una mezza vittoria per le parti, l’ordinanza del Riesame che tiene ancora sotto sequestro il Crescent, alleggerendo, in parte, alcune posizioni ed in parte aprendo nuovi scenari riguardo gli ultimi permessi a costruire rilasciati dal Comune di Salerno. In pratica, nelle 16 pagine il collegio riforma parzialmente l’ordinanza precedentemente emessa che respingeva le istanze mosse dai legali della società Crescent srl, non condividendo l’eventuale ripristino dello stato dei luoghi e la demolizione nel caso di condanna di Rainone (nell’ambito del processo penale in corso) e chiarendo che i privati hanno pagato meno di quanto avrebbero dovuto fare per gli oneri di urbanizzazione. Sequestro confermato dell’opera, dunque, in riferimento ai permessi a costruire del 2001 e del 2012 rilasciati alla Crescent Srl con «l’intenzione di arrecare alla società un vantaggio patrimoniale rappresentato dal pagamento degli oneri di urbanizzazione in misura inferiore rispetto a quella prevista dal Puc». Ed anche quelli del 2015 – scrive il collegio – «devono ritenersi illegittimi e illeciti poiché sono stati emessi con lo stesso vizio, dunque rilasciati nonostante la Crescent srl non avesse versato a titolo di conguaglio la maggior parte della somma a titolo di oneri di urbanizzazione che la stessa deve al Comune di Salerno». Eppure il Comune sapeva, evidenziano i giudici che scrivono che «deve ritenersi sicuramente notorio negli uffici comunali di Salerno che il sequestro (del Crescent, ndr) è scaturito anche dal fatto che la Procura di Salerno ritiene che la Crescent srl nel 2011 e nel 2012 sia stata agevolata dalla giunta comunale nel momento in cui le ha permesso di versare per gli oneri di urbanizzazioni una somma di gran lunga inferiore rispetto a quella indicata dal Puc», ma nonostante ciò, «nei permessi a costruire del 14.05.2015 si legge “non sono dovuti ulteriori oneri economici”», ed emessi, quindi, «non solo in violazione di legge ma ancora una volta con il dolo di arrecare un vantaggio patrimoniale alla Crescent». L’altra parte dell’ordinanza del Riesame reputa, in virtù di una sentenza del Consiglio di Stato (giunta al termine di un lungo iter giudiziario innanzi alla giustizia amministrativa), che nel caso del «Crescent non operi il divieto di sanatoria». Quindi che l’opera può essere sanata dal «Comune di Salerno attraverso il rilascio di una nuova autorizzazione paesaggistica». Una circostanza, questa, alla quale «il giudice penale deve adeguarsi anche nel caso in cui non la condivida», perché, «si arriverebbe al paradosso che il giudice penale all’esito del processo possa emettere sanzioni amministrative di tipo demolitorio e che il giudice amministrativo possa annullare l’atto». Il dato di fatto è che, per ora, il Crescent resta sequestrato con la possibilità per la società aggiudicataria dei diritti edificatori di ricorrere in Cassazione.

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