Crescent, l’attacco a Miccio: “Lei ha fatto come Zampino”

Scritto da , 11 dicembre 2015

di Andrea Pellegrino

Il primo colpo di scena è all’inizio dell’udienza del processo Crescent. Il presidente del collegio annuncia la sostituzione di Cantillo, giudice a latere, impegnato al I collegio della seconda sezione con il giudice Carlo Cataudella: la procura accoglie la variazione, le parti civili pure; dalla difesa, invece, in due chiedono una piccola pausa per decidere. Il collegio si ritira e poco dopo rientra ed incassa il no di due avvocati, tra cui il difensore dell’ex soprintendente Giuseppe Zampino. La seduta non può proseguire e sostanzialmente – se mantenuto quel collegio modificato – si dovrebbe ripartire da zero, con tanto di nuovi interrogatori di testimoni. In pratica si sarebbero buttati mesi e mesi di udienze. Ma a risolvere il caso in pochi minuti (trenta, per la precisione) è il presidente del collegio che annuncia che Cantillo rientrerà e alle 17,00 l’udienza potrà tranquillamente proseguire con l’interrogatorio di Gennaro Miccio. Scongiurata, dunque, l’ipotesi di un ritorno a zero, poco dopo le 17.00 Miccio torna al banco dei testimoni, così come ormai da tre udienze. Le prime domande sono da parte dell’avvocato Giovanni Falci, poi l’esame passa a Felice Lentini che nel processo segue i costruttori Dattilo e Chechile. Non si vedono i difensori dell’ex sindaco, oggi governatore Vincenzo De Luca. Antonio Brancaccio, amministrativista (tra l’altro estromesso dal processo Termovalorizzatore, la cui udienza in appello si celebrerà questa mattina), non si vede fin dall’inizio. Paolo Carbone, storico penalista che segue da anni De Luca, si vede solo all’inizio, poi alla ripresa è già fuori da Palazzo di Giustizia. Ad incalzare Gennaro Miccio è, in particolare, l’avvocato Maiolo difensore dell’ex soprintendente Giuseppe Zampino. Miccio nelle scorse udienze non ha nascosto perplessità rispetto alla procedura utilizzata dal suo predecessore (il famoso silenzio assenso) finita sotto la lente d’ingrandimento della procura di Salerno. Maiolo difende Zampino, e si rivolge a Miccio domandando: «Perché quando è stato nominato soprintendente non ha utilizzato il potere di autotutela bloccando così l’avvio dei lavori?». L’avvocato, infatti, ricostruisce la vicenda: «I lavori per la realizzazione del Crescent sono partiti nel 2011, Miccio già soprintendente avrebbe potuto bloccare il tutto, impinguando il silenzio assenso da lui già contestato (a voce) a Zampino». In pratica, per l’avvocato Maiolo, «Miccio avrebbe avuto lo stesso comportamento di Zampino». Ma il secondo colpo di scena in aula c’è quando in aula entrano i faldoni acquisiti dopo le ultime indagini condotte dai pm Valente ed Alfano per mezzo dei carabinieri del comando provinciale di Salerno. Il pubblico ministero incalza Miccio sulla nuova procedura sia riguardo il Pua di Santa Teresa, sia riguarda la valutazione dei progetti definitivi ed esecutivi dell’opera pubblica e privata. Ossia, in sintesi, sull’autorizzazione paesaggistica rilasciata a sua firma, arrivata dopo la sentenza del Consiglio di Stato, dopo due tavoli tecnici in Soprintendenza ed il taglio degli edifici pubblici (torre dell’Autorità portuale e sede della Capitaneria di Porto) nell’opera di Bofill. In pratica nuove carte che sono arrivate al vaglio dei due titolari dell’inchiesta Crescent ed ora agli atti del processo. Le difese si oppongono con l’avvocato Cacciatore che stigmatizza e censura l’interrogatorio. Le due informative e gli atti sarebbero stati depositati durante l’ultima udienza – quella del primo dicembre scorso – quando era in corso lo sciopero degli avvocati penalisti. Una tesi che non ha convinto il presidente del collegio che, dopo un consulto ha legittimato tanto la presenza delle nuove carte quanto le domande da parte dei pm a Gennaro Miccio rispetto alla nuova procedura e alla nuova autorizzazione paesaggistica per il Crescent di Santa Teresa. All’ex soprintendente vengono mostrati tutte gli atti più rappresentativi: come la nota che lo stesso Vincenzo De Luca firma e trasmette agli uffici di via Tasso. Prossime udienze già calendarizzate per il 19 gennaio, 4 febbraio e 23 febbraio del nuovo anno. Dalla loro Italia Nostra e No Crescent, attraverso l’avvocato Oreste Agosto, hanno prodotto nuovi documenti, tra cui il ricorso al Tar dell’Autorità Portuale di Salerno contro il nuovo Pua, approvato dal Comune di Salerno ed autorizzato da Gennaro Miccio. Ricorso presentato, tra l’altro, anche dalle associazioni ambientaliste.

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