Crescent: indagine del Ministero sulla Soprintendenza. Pisano interroga Ornaghi: «Rendere noti gli esiti»

Scritto da , 14 Aprile 2013
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Sul Crescent di Salerno c’è anche una indagine del Ministero dei beni culturali, ma gli esiti nessuno li conosce. Nella ormai lunga lista di non estimatori del Crescent c’è anche il nome di un parlamentare. Un parlamentare a cinque stelle per la precisione. Girolamo Pisano, deputato del Movimento Cinque Stelle meglio conosciuto come Mimmo, scende in campo per difendere un interesse della comunità salernitana. E lo ha fatto indirizzando al ministro dei beni culturali, Lorenzo Ornaghi, una interrogazione scritta avente ad oggetto il caso della mezzaluna di Bofill in via di costruzione nella zona di Santa Teresa a Salerno e considerata, da molti, un vero e proprio stupro paesaggistico-ambientale. Così, uno dei “portavoce” degli elettori a cinque stelle ha preso “carta e penna” e ha scritto ad Ornaghi. Lo scopo dell’interrogazione a risposta scritta presentata da Mimmo Pisano è quello di rendere noti proprio i risultati emersi dall’indagine interna avviata dal dicastero che ha preso in esame tutte le incongruenze e il rimbalzo di responsabilità di cui è protagonista la Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici delle province di Salerno e Avellino. Spiega e ripercorre tutta la vicenda Crescent, Pisano, all’interno del suo documento, puntando l’attenzione sul comportamento proprio della Soprintendenza Bap (ricordiamo che sulla realizzazione della mega opera non è stato espresso alcun parere ma si è proceduto grazie al “silenzio assenso”) e su quello del Comune di Salerno che – si legge nel testo dell’interrogazione – «ha avviato la realizzazione di un devastante programma edilizio». Un progetto che prevede la realizzazione di numerosi fabbricati, tra cui l’ormai famigerata mezzaluna, alta circa 30 metri e lunga 270 «che ha già modificato lo “sky – line” della città di Salerno, ostacolando il rapporto con il mare e introducendo un elemento di forte ed irreversibile degrado dell’area vincolata». Un progetto, quello del Crescent, che ricorda Pisano, è stato scelto da «una commissione di tre dipendenti del Comune di Salerno (nessuno dei quali architetto)» a cui si aggiunge il fatto che la formazione «dell’autorizzazione paesaggistica presenta aspetti inquietanti, ancora non sufficientemente chiariti né dal Ministero preposto né dall’autorità giudiziaria penale: l’autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Comune di Salerno – prosegue Pisano nella sua interrogazione – non fu scrutinata dalla locale Soprintendenza Bap che evitò di pronunciarsi, lasciando che decorressero i 60 giorni entro cui l’autorizzazione avrebbe potuto e dovuto essere annullata». Tali omissioni, ricorda il parlamentare del Movimento Cinque Stelle, furono perpetrate dall’allora dirigente della Soprintendenza, «Anna Maria Affanni (in carica dal 2008 fino all’arrivo di Zampino, ndr) già condannata in primo grado per abusi edilizi commessi nella sua proprietà nell’isola di Ponza e, nel merito dello sciagurato intervento, il direttore regionale per i Beni culturali, Gregorio Angelini, evidenziò al Comune di Salerno (senza neanche ottenere riscontro) il rilevante impatto dell’opera e la conseguente esigenza di introdurvi – per la salvaguardia dei beni protetti – sensibili modifiche progettuali». Poi, il ruolo dell’architetto Giuseppe Zampino, soprintendente Bap pro tempore: «I rapporti tra il Comune di Salerno e la locale Soprintendenza – attacca duramente Pisano – sono “viziati” dal conferimento al soprintendente pro tempore Zampino ed a soggetti da lui indicati, di incarichi retribuiti, erogazione di fondi per sponsorizzazioni e promesse di incarichi futuri». Insomma, secondo il deputato Mimmo Pisano, il Crescent non solo ha distrutto una parte della città («è ben più devastante dei famigerati ed oggi demoliti, mostri di Fuenti e Punta Perotti e ha devastato e privatizzato una straordinaria area demaniale»), ma è nato proprio con il piede sbagliato («in corso di costruzione per effetto di oggettive omissioni intenzionali e dunque dolose, o quanto meno, determinate da colpa grave, imperizia e negligenza»).
In sostanza, Pisano chiede ad Ornaghi di rendere noti i risultati dell’ispezione avviata dal ministero e di cui al momento non si ha alcuna traccia: una ispezione posta in essere proprio per verificare eventuali irregolarità nelle procedure; così come ha chiesto di rendere noti i provvedimenti successivi all’esito ispettivo e di predisporre un supplemento di indagine che miri a verificare la regolarità degli atti assunti, l’eventuale incompatibilità che sarebbe scaturita dal conferimento di incarichi a soprintendenti e funzionari e che stabilisca, una volta per tutte, quali e quanti danni le opere in corso di costruzione apporteranno al patrimonio paesaggistico salernitano. E, nel caso in cui, l’esito delle verifiche dovesse essere negativo per la costruzione del Crescent, Pisano chiede al Ministero segnalare i risultati dall’autorità giudiziaria penale, costituendosi parte civile nei procedimenti già pendenti e in quelli che potrebbero essere avviati in seguito. Insomma, a pochi giorni dalla sentenza definitiva del Consiglio di Stato proprio sul destino del Crescent, il clima si surriscalda con il deputato Pisano che, nelle sue recenti vesti di deputato a Roma, non ha dimenticato quello che accade nella sua città.

 

14 aprile 2013

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