Crescent, il caso delle Barra e dell’ex Inail. Intanto per l’Autorità di Bacino «nessun rischio idrogeologico»

Scritto da , 15 febbraio 2013
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Non solo il Crescent. La relazione di 122 pagine dell’ingegnere Rampino (dirigente del Genio Civile), incaricato dal Consiglio di Stato di una delle tre verificazioni disposte in vista dell’udienza del 26 marzo che deciderà le sorti della mezza luna di Bofill, esamina le conseguenze (eventuali) che l’opera potrebbe avere nell’area di Santa Teresa.
Insomma che peso avrà sul confinante condomino di via Sandro Pertini (ex Inail) e sulla Scuola Barra. Una osservazione sollevata dai tecnici e dai legali di Italia Nostra e del Comitato No Crescent nel corso delle verificazioni. Appurato che la zona è a rischio liquefazione e che la struttura Crescent poggia su una piastra (diaframmi), anziché su pali (come lo stadio Arechi ad esempio) e che lì è stato deviato anche il corso del torrente Fusandola, la struttura che ripercussioni potrebbe avere sull’esistente? Insomma c’è un piano di monitoraggio?
Qualche risposta c’è agli interrogativi posti dai promotori del ricorso in appello al Consiglio di Stato.
Lo studio riguarda l’innalzamento del livello della falda e l’eventuale «effetto diga».
Livello che per l’ingegnere Di Cristinzi (tecnico di fiducia della Crescent Srl e progettista) che “esclude dissesti sui fabbricati interessati dall’abbassamento, in quanto la potenza di strato di terreno soggetto a tale variazione del livello di falda non potrebbe comportare cedimenti significativi”.
Ma non per Rampino che precisa: «Trattasi di mera affermazione, della quale non si trova utile riferimento in progetto, laddove manca la stima dei cedimenti attesi in corrispondenza dei fabbricati preesistenti nell’intorno e la valutazione degli effetti di tali cedimenti sugli stessi fabbricati».
Il caso della scuola Barra. Poco più in là del Crescent c’è un istituto scolastico che per Italia Nostra sarebbe stato escluso dagli eventuali monitoraggi. E se per la società Crescent, la scuola “è ubicata a una distanza più che doppia rispetto al fabbricato ex Inail, e comunque il monitoraggio piezometrico progettato è utile anche per la scuola Barra”, per Rampino “la mancanza di valutazioni su eventuali cedimenti e sui corrispondenti effetti di tali cedimenti sul fabbricato, rende generiche le deduzioni della Crescent s.r.l”.
Ma intanto c’è anche l’altra verificazione. Se qualche dubbio viene sollevato nella relazione del Genio Civile depositata al Consiglio di Stato, in quella dell’Autorità di Bacino della Regione Campania sembra che sia tutto ok.
La seconda relazione, infatti, sarebbe approdata a Palazzo Spada. Il verificatore escluderebbe «rischi di natura idrogeologica ai fini della salvaguardia della incolumità delle persone».
«Dagli studi meteo marini trasmessi – secondo quanto emergerebbe dalla relazione – sui quali l’Autorità ha espresso i propri pareri (lato ponente Piazza della libertà per la parte protetta del porto di S.Teresa), non sono stati rappresentati e/o evidenziati eventuali pericoli o rischi da mareggiata oltre a quelli che riguardano la sola tracimazione del banchinamento del porto di Santa Teresa, e per il quale è prevista la specifica opera di protezione con la progettata scogliera».
Inoltre, nessuna incompatibilità con le misure di salvaguardia della costa, sempre secondo l’Autorità di Bacino salvo «diversi scenari che dovessero risultare dallo studio meteo-marino e sedimentologico da porre a base della progettazione dell’intervento di difesa, valorizzazione e riqualificazione della costa – ambito 1 indicata con una nota del Settore Ambiente del Comune di Salerno e sulla cui progettazione definitiva l’Autorità è tenuta ad esprimere parere».

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