Crescent, i lavori possono continuare ma il Consiglio di Stato dispone tre verificazioni

Scritto da , 17 Novembre 2012
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I lavori possono proseguire ma a rischio e pericolo di Crescent Srl e Comune di Salerno. Ieri, nel giorno del giudizio del merito sul ricorso presentato da Italia Nostra e No Crescent (assistiti dagli avvocati Oreste Agosto, Oreste Cantillo e Pierluigi Morena), la sesta sezione del Consiglio di Stato, con propria ordinanza ha disposto la prosecuzione dei lavori del Crescent (difeso dagli avvocati Lentini, Vosa e Sanino) in attesa di ulteriori verifiche. Con una successiva ordinanza, infatti, il Consiglio di Stato disporrà  tre distinte verificazioni. Non si esclude che si entrerà nel merito, anche, nella vicenda Piazza della Libertà, attualmente sottoposta a verifiche tecniche e statiche dopo il cedimento di parte del solaio. A quanto pare sembra che l’argomento sia stato affrontato anche nel corso dell’udienza di ieri mattina.
Tre verifiche tecniche. Gli stessi giudici di Palazzo Spada avrebbero chiesto chiarimenti sulle verifiche in corso e sulle perizie commissionate anche dalla Procura di Salerno che ha aperto un fascicolo proprio sui crolli. Ma non solo. Il Consiglio di Stato vorrebbe vederci chiaro anche sul rischio idrogeologico portato all’attenzione proprio da Italia Nostra anche attraverso ultimi documenti presentati negli atti dell’udienza, nonché sulle opere marine in via di realizzazione.
Insomma, così come affermato dai legali del Crescent, c’è cauto ottimismo e la partita è ancora aperta.
Praticamente le carte, per il Consiglio di Stato, sarebbero a posto ma i giudici vorrebbero vederci chiaro. Tra l’altro si contesterebbe ad Italia Nostra un difetto riguardo alla modalità e alla tempistica della presentazione del ricorso.
L’ordinanza. Intanto i lavori potranno andare avanti ma – si legge dell’ordinanza a firma dei giudici Giovannini, De Nictolis, Contessa, De Michele e Lageder – «sotto la consapevole assunzione di responsabilità da parte del Comune di Salerno e della Società Crescent», consci – prosegue l’atto – «che, nella ipotesi di accoglimento degli appelli e dei ricorsi di primo grado, potrebbe conseguirne non solo l’annullamento degli atti impugnati ma anche, ove i vizi riscontrati fossero insanabili, l’adozione da parte del Collegio di misura di ottemperanza». Dunque, se dovessero emergere vizi, il Consiglio di Stato potrebbe sospendere i lavori e ordinare la demolizione dell’opera. Per ora, da un lato la società Crescent incassa la prosecuzione dell’intervento di costruzione della mezza luna di Bofill, dall’altro lato Italia Nostra (condannata però al pagamento delle spese della fase cautelare nella misura di 3000 euro in favore di Crescent e 1000 euro in favore del Comune) incassa la volontà dei giudici di andare a fondo alla complicatissima vicenda. La partita è ancora tutta aperta. Per ora l’unica cosa certa è il caos.

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