«Crescent è illegalità, non mala burocrazia»

Scritto da , 7 giugno 2014

Se De Luca pare seriamente intenzionato ad inserire il Crescent nello “Sblocca Italia” di Renzi, No Crescent e Italia Nostra pongono un freno alle velleità del sindaco e presentano istanza d’accesso agli atti. Dure critiche, infatti, sono giunte al primo cittadino dopo il suo ribadire la ferma intenzione di segnalare al premier la situazione del cantiere di Santa Teresa, sottoposto a sequestro giudiziario e dunque non certamente fermo per questioni burocratiche, nonostante l’aspra battaglia in Consiglio di Stato. Così, le due associazioni sottolineano che la proposta di De Luca non è assolutamente da prendere in considerazione non soltanto perché sulla mezzaluna di Bofill c’è una inchiesta della Procura, ma anche perché non è assolutamente un’opera che possa considerarsi pubblica in quanto destinata a diventare, tra le altre cose, un condominio privato, costruito da privati, su un suolo acquistato da privati. Insomma, con lo “Sblocca Italia” non avrebbe nulla da vedere. «Le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal sndaco De Luca sulla necessità di inserire Piazza della Libertà e il Crescent nel decreto “sblocca Italia” hanno dell’incredibile – si legge in una nota del comitato – Considerare un condominio privato come una delle opere infrastrutturali necessarie per rilanciare il Paese appare un trucco politico, più che una proposta politica seria. E’oramai chiaro a tutti che l’intervento urbanistico di Santa Teresa è il simbolo stesso della “mala gestio” amministrativa: la piazza è crollata per “il peso proprio”, emblema dello sperpero di finanziamenti comunitari, con la rischiosa inaugurazione ufficiosa senza preventivo collaudo, e con un imminente processo penale teso a giudicare le negligenze e le superficialità rilevate dagli inquirenti. Anche il Crescent è l’espressione più alta dello scempio ambientale e della legalità. Sono proprio questi aspetti che il primo cittadino sembra dimenticare». No Crescent ed Italia Nostra hanno già predisposto l’istanza di accesso agli atti per verificare se vi sia stata una formale richiesta di inserimento del cantiere nello “Sblocca Italia”: in tal caso potrebbero esserci anche risvolti penali». (man)

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