Crescent, due metri giù. Convocata la commissione per il paesaggio

Scritto da , 28 ottobre 2014
image_pdfimage_print

di Andrea Pellegrino

Un sì con prescrizioni. Il parere di Miccio racchiuso in tredici pagine chiuse lo scorso venerdì (così come anticipato di Cronache) è giunto ieri mattina all’attenzione dell’architetto Maria Maddalena Cantisani, responsabile del settore trasformazioni urbanistiche del Comune di Salerno.
Il Soprintendente scioglie le riserve e dà il via libera all’opera, seppur con qualche prescrizione. Come anticipato, saranno sacrificati tutti gli edifici pubblici. In particolare le due Torri (l’una di servizi, quindi comunale, e l’altra dell’Autorità portuale) e l’edificio Trapezio che avrebbe dovuto ospitare la nuova sede della Capitaneria di Porto. Insomma Miccio salva solo la struttura prettamente privata, quella ossia in via di realizzazione da parte della Crescent Srl dei fratelli Rainone.
Unica prescrizione per la mezza luna riguarda l’altezza. In particolare per Gennaro Miccio l’edificio di Bofill non dovrà superare l’altezza massima di Palazzo di Città. In pratica dovrà essere ridotto di pochi metri. «L’edificio maggiormente rappresentativo – scrive Miccio – presente nel contesto urbano preso a riferimento è il Palazzo di Città, il cui sviluppo in altezza pur variando, tenuto conto delle soprelevazioni effettuate, non supera però i 25- 26 metri dal suo piano di campagna». Il Crescent, invece, raggiungerebbe circa 27 -28 metri dal suo piano di campagna. Quindi per Miccio: «Appare incongruo e privo di valenza paesaggistica identitaria che un nuovo edificio che, per inciso, non è espressione di alcuna funzione civile o pubblica, possa avere uno sviluppo in altezza superiore ad un luogo che è simbolo della comunità cittadina».
Per quanto riguarda le Torri e l’edificio Trapezio, per Miccio la loro esclusione consente di «evitare un ulteriore avanzamento verso il mare che più dell’emiciclo determinerebbero un impedimento visivo al paesaggio visibile sia dal lungomare, sia da via Ligea verso la costa orientale». Una riduzione che in termini di volumetria è valutabile intorno al 20 per cento. «Una riduzione – spiega Miccio – che oltre a fornire una valida argomentazione al preavviso di provvedimento di diniego risponde anche a quanto previsto dal Consiglio di Stato».
Il parere di Miccio arriva dopo gli annullamenti delle autorizzazioni da parte del Consiglio di Stato ed il riavvio, dunque, di un inter che ha visto anche la convocazione di un tavolo tecnico tenutosi in Soprintendenza lo scorso 11 settembre. Da qui Miccio avrebbe raccolto tutti gli elementi utili per pronunciarsi definitivamente sull’opera di Bofill.
L’opera, però, resta ancora sotto sequestro da parte della Procura della Repubblica di Salerno. Il processo che vede tra gli indagati anche il primo cittadino di Salerno Vincenzo De Luca è partito lo scorso giovedì con la prima udienza preliminare che ha visto la costituzioni – come parte civile – di Italia Nostra e No Crescent. La nuova udienza ora si terrà venerdì. Poi si saprà se per i 26 indagati partirà il processo oppure no.
Quanto al parere di Miccio ora dovrà essere recepito dalla commissione locale per il paesaggio che dovrà esprimersi definitivamente. Poi sarà la Procura a decide se e quando sbloccare il cantiere.
Infine c’è una prescrizione – da parte del Soprintendente – anche sul Fusandola. «In riferimento al tratto terminale (peraltro pure deviato) del torrente Fusandola – scrive Miccio – si prescrive di metterne in evidenza la nuova foce, quale elemento di memoria, evitando di delimitarla all’interno di due alte spalle di mura in conglomerato cementizio armato, elemento decisamente dissonante con le esigenze di ottimale inserimento paesaggistico». Per oggi sono stati convocati i componenti della commissione locale per il paesaggio che dovrà dare l’autorizzazione definitiva.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->