Crescent, Celano scrive al governo Italia Nostra: «Auspichiamo interventi»

Scritto da , 13 novembre 2018
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di Andrea Pellegrino

Arriva sui tavoli di ministri e parlamentari la nota di Roberto Celano, capogruppo Forza Italia in Consiglio comunale a Salerno, con la quale si chiede chiarezza sulla cementificazione nell’area di Santa Teresa. In pratica, sotto tiro è finito nuovamente il Crescent, costruito anche su una porzione originaria del torrente Fusandola. «L’abusivismo e la cementificazione selvaggia e scellerata sono stati causa di episodi luttuosi. A Salerno, città colpita nell’anno 1954 da un’alluvione devastante – scrive Celano – da troppi dimenticata, si continua, invero, a cementificare e costruire palazzi in maniera indiscriminata, a prescindere da vincoli non superabili, nel silenzio assordante delle Istituzioni demandate al controllo. Si realizzano su aree demaniali, in riva al mare, edifici di dimensioni spropositate (Crescent) grazie al “silenzio assenso” di una Soprintendenza sempre attiva e solerte ad impedire realizzazioni di piccoli fori e qualche fioriera. Per realizzare l’edificio in questione è stato necessario “deviare” un torrente, lo stesso che causò danni e morti in occasione della succitata alluvione del 1954. Si è costruito, in pratica, sull’alveo inalienabile e plurivincolato di un torrente, nel mentre oggi si legge che la necessità di rispettare le distanze da fiumi e torrenti sarebbe un vincolo “invalicabile”. Nessuno, però, ha incredibilmente mai ritenuto di intervenire, tant’è che ciò che ovunque oggi si individua come causa di dissesto idrogeologico, di devastazione e di morte, a Salerno pare quasi consentito. Per tali motivi, a tutela della città, dell’ambiente e della sicurezza dei cittadini e per evitare che si possa immaginare che Salerno sia una “Città a Statuto Autonomo”, parrebbe necessario un intervento al fine di verificare cosa accada in città in relazione al palese mancato rispetto di norme e vincoli».
Anche l’associazione Italia Nostra incalza sull’edificazione di Santa Teresa. «Si attendono –dice la presidente Raffaella Di Leo – decisioni importanti dalla Magistratura, sia penale che amministrativa. Sotto il profilo penale, il Tribunale di Salerno, sezione II, ha già decretato la falsità del provvedimento paesaggistico del Soprintendente Zampino e del funzionario Villani i quali sbloccarono la problematica paesaggistica, consentendo i lavori dell’edificio. Tale circostanza rende sempre più labile la possibilità di rendere sanabile l’opera privata. Seppur nessuna condanna vi è stata a carico di De Luca ed altri, si attendono motivazioni decisive sotto il profilo amministrativo da parte del giudice penale». «Dinanzi al Tar, l’udienza del 7 novembre – spiega, invece, l’avvocato Oreste Agosto – ha visto le controparti di Italia Nostra assumere una linea difensiva contraria alla possibilità del Tar di pronunciarsi sui nuovi provvedimenti, adottati successivamente alla sentenza del Consiglio di Stato del 2013.
Il problema insormontabile, oltre quello paesaggistico, è allo stato la possibilità edificatoria sul torrente Fusandola del settore 6, ancora non costruito. Il Ministero dell’Ambiente ha aperto un fascicolo di competenza della Divisione dissesto idrogeologico.
La Regione Campania, del pari competente sul demanio idrico, non ha potuto fare a meno di trasmettere la documentazione al competente Genio civile. Infatti, è intervenuto il vice capo di gabinetto del Presidente della giunta regionale ed il direttore generale per il governo del territorio, lavori pubblici e protezione civile.
La problematica delle costruzione sui torrenti, in questo momento storico, è sempre più sentita e pertanto si auspicano decisioni amministrative e giudiziarie di buon senso e di legalità».

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