Crescent: carenze sismiche e nuove verifiche. Il Consiglio di Stato decide il 15 ottobre

Scritto da , 25 Aprile 2013
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Le verificazioni non convincono il Consiglio di Stato che rinvia la decisione sul Crescent ad ottobre. Nuova udienza pubblica il 15 ottobre e una nuova nomina di un collegio di verificatori composto da tre professori dell’Università La Sapienza di Roma: questo è quanto è stato stabilito da Palazzo Spada. L’ultima udienza, tenutasi lo scorso 16 aprile, e la conseguente documentazione, non avrebbe convinto in pieno il collegio dei giudici amministrativi nel definire il destino della mezza luna di Bofill. Sarà anche l’attenzione che la Procura di Salerno ha sull’intero comparto di Santa Teresa, o sarà l’ulteriore documentazione presentata da Italia Nostra e No Crescent, sta di fatto che il Consiglio di Stato ha allungato i tempi sulla decisione, chiedendo nuove ed ulteriori verifiche. Tra l’altro la stessa Italia Nostra, con i legali Oreste Agosto e Pierluigi Morena, nonché con il tecnico Enzo Strianese, avevano mosso non poche perplessità sul lavoro svolto dai tre verificatori (Genio Civile, Regione Campania e Autorità di Bacino) precedentemente nominati dai giudici di Palazzo Spada. Ora, le nuove verifiche saranno affidate a tre docenti della facoltà di ingegneria dell’Università “La Sapienza” di Roma. E saranno scelti, secondo quanto stabilito, dallo stesso preside della facoltà romana. Occhi puntati soprattutto sull’aspetto sismico ed idrogeologico. Questi sono i punti che i nuovi esperti dovranno chiarire ai giudici amministrativi. La verificazione sarà svolta, così come le precedenti, in contraddittorio tra le parti che avranno, dunque, la facoltà di partecipare ad ogni operazione, attraverso i loro legali ed i loro tecnici. Entro sessanta giorni (dalla notifica dell’ordinanza) la relazione dovrà essere depositata. I dubbi sarebbe nati dalla verificazione disposta dal dirigente del settore del Genio Civile di Ariano Irpino, Celestino Rampino (tra l’altro attuale direttore del genio civile di Salerno) che nella sua relazione ha fatto emergere, rispetto alla situazione sismica, «alcune carenze». Il dirigente, infatti, ha rilevato le seguenti criticità con riferimento: allo strato caratterizzato come sabbie tufacee marine, non rilevandosi alcuna valutazione della pressione di confinamento degli strati specificamente indicati; alla coesione drenata dell’unità B1; alle prove penetrometriche; ai coefficienti di permeabilità; ai sondaggi geognostici; al regime della falda freatica; alle verifiche di sifonamento; all’incidenza dell’abbassamento del pelo libero della falda; al sistema di liquefazione; alle modalità esecutive dei diaframmi; al sistema di monitoraggio per il controllo degli spostamenti indotti dalla realizzazione di taluni scavi specificamente indicati; al piano di manutenzione; alla tavola grafica di carpenteria ed armature dei diaframmi; alla tavola grafica dei dettagli costruttivi». Tali carenze, secondo il Consiglio di Stato, «non consentono un accertamento pieno di rispondenza alla normativa sismica vigente». L’esito incerto della verificazione sismica, dunque, per il collegio giudicante, «risultante dalle conclusioni riportate, unitamente alla non completa concordanza, in alcuni punti, con l’esito della verificazione idrologica e geologica, impone l’effettuazione di un supplemento istruttorio». Intanto, in attesa della decisione, ora di ottobre, i lavori nel settore 1 del Crescent resteranno fermi mentre potranno proseguire negli altri corpi della mezza luna.

 

25 aprile 2013

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