Crescent, attesa per l’udienza

Scritto da , 16 ottobre 2013

di Andrea Pellegrino

L’udienza in appello sul Crescent si è discussa e ben presto giungerà il suo verdetto. I giudici di Palazzo Spada ieri mattina hanno deciso di trattare nel merito il ricorso in appello presentato da Italia Nostra e No Crescent contro la costruzione della mezza luna di Bofill. Nonostante la richiesta di rinvio per il deposito da parte dei legali di Italia Nostra di “motivi aggiunti”, i giudici amministrativi con molta probabilità chiuderanno la complessa vicenda che fino ad oggi ha visto già la disposizione di due verifiche amministrative da parte dei tecnici. C’è attesa, dunque, per le decisioni del Consiglio di Stato che stabilirà, sotto il profilo amministrativo il destino dell’opera. Al vaglio ci sono i faldoni di documenti consegnati fino all’ultimo giorno dalle parti. In aula, poi, ieri si sono susseguite le arringhe degli avvocati, compresi quelli del Comune e dell’Autorità Portuale di Salerno. Al centro del dibattimento le verificazioni, la sdemanializzazione, la deviazione del torrente Fusandola e le recenti autorizzazioni, compresa, poi, la nota della Soprintendenza resa pubblica alla vigilia dell’udienza dai consiglieri comunali Roberto Celano e Raffaele Adinolfi. «Abbiamo già vinto», dice l’avvocato Oreste Agosto, legale di Italia Nostra: «Dalla nostra parte abbiamo portato alla luce tutte le irregolarità e i silenzi delle istituzioni. Siamo fiduciosi nella giustizia perché i nostri argomenti giuridici sono basati su documenti. Come il caso della Soprintendenza, o dei pareri del Demanio o degli stessi uffici competenti». «Come già sostenuto in questa lunga battaglia» – ha detto Raffaella Di Leo, presidente provinciale di Italia Nostra – «in molti casi ci siamo sostituiti alle Istituzioni mettendo in campo azioni concrete e fornendo documenti utili e fondamentali. Spero che il nostro impegno, la nostra fatica anche professionale sia stata recepita da parte della cittadinanza di Salerno e non solo. Soprattutto che siano stati recepiti i motivi della nostra battaglia». L’ultima carta giocata nel corso dell’udienza da Italia Nostra: «L’area di Santa Teresa è di preminente interesse nazionale per la navigazione e gli usi del mare».

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