Crac Ifil, richiesta di rinvio a giudizio per Mario Del Mese

Scritto da , 12 giugno 2015

Il pm Vincenzo Senatore ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per Piero De Luca e Mario Del Mese, coinvolti nella bancarotta dell’Ifil.   Filone d’indagine nel quale è coinvolto Piero De Luca, figlio dell’ex sindaco di Salerno Vincenzo. Oltre a quest’ultimo rischiano il processo Mario Del Mese, legale rappresentante della Ifil, Giuseppe Amato junior, la moglie Marianna Gatto, Valentina Lamberti (moglie di Mario Del Mese) e i tre soci che si sono alternati nella compagine: Vincenzo Lamberti, Luigi Avino ed Emilio Ferrara, in passato socio di Piero De Luca in uno studio legale.  Secondo gli inquirenti sono tutti responsabili di una distrazione di fondi che ha svuotato le casse della Ifil, attingendovi per spese personali e regalie. Il figlio del sindaco è indagato per i viaggi in Lussemburgo (dove lavora) che sarebbero stati pagati a lui e a sua moglie con i soldi della società: poco più di 14mila euro da aprile 2010 a novembre 2011 e quasi 9mila dal settembre del 2009 all’aprile 2010. De Luca jr era consapevole, secondo la Procura, di «trarne indebito vantaggio patrimoniale». Peppino Amato e consorte sono invece coinvolti per circa 90mila euro che la Ifil avrebbe versato alla Ma.Ma, la ditta di abbigliamento gestita da Marianna Gatto, che di quel versamento avrebbe beneficiato senza giustifica perché tra le due aziende non risultano rapporti. I soldi, secondo le dichiarazioni rese da Amato jr in un interrogatorio, sarebbero stati un regalo alla famiglia Amato fatto arrivare, tramite Del Mese, dagli imprenditori Esposito della Esa, come “ringraziamento” per l’incarico della demolizione dello stabilimento di via Picenza. Nel mirino degli inquirenti anche i soldi ricevuti per un comizio di Vincenzo De Luca per le regionali 2010. L’udienza preliminare dovrebbe essere fissata davanti al Gup Berni Canani.

Consiglia