Crac Amato, Paolo Del Mese:«Secondo la condanna, io sono l’artefice del fallimento»

Scritto da , 22 aprile 2017

Pina Ferro

Sono colui che ha avuto la richiesta di condanna maggiore e la condanna più alta, quindi la colpa del crac del Pasificio Amato è la mia». Tanta amarezza nelle parole dell’ex sottosegretario Paolo Del Mese, difeso da Paolo Toscano. L’x parlamentare democristiano in questi lunghi mesi ha preso parte a tutte le udienze, e in taluni casi ha reso anche dichiarazioni spontanee. Una lunga giornata, quella di ieri, per lui, presente in aula sia durante l’udienza che alla lettura della sentenza. Del Mese ha sempre definito il processo per il Crac Amato un processo mediatico. L’idea di un patteggiamento non lo ha mai sfiorato. «In questo processo è stato dimostrato accanimento nei miei confronti da parte del Pubblico Ministero, basta vedere la richiesta di pena a mio carico. In ogni caso ora non resta che aspettare le motivazioni della sentenza che dovrebbero essere pubblicate tra 90 giorni. In ogni caso ricorrerò in Appello. La giustizia ha tre gradi di giudizio». Ha concluso l’ex sottosegretario. «La sentenza di oggi è stata emessa da un tribunale che ha avuto il coraggio di ridare dignità, processuale, a professionisti come Alfio Barbato, che hanno pagato con la perdita del lavoro e con la gogna mediatica il loro attaccamento al lavoro ed al ruolo di sindacalista ricoperto nel pastificio Amato”. A sottolinearlo, nei minuti immediatamente successivi alla lettura della sentenza è stato Michele Tedesco avvocato difensore di Alfio Barbato assolto con formula piena per non aver commesso il fatto. “Tutti – ha aggiunto Michele Tedesco –, erano assolutamente certi dell’estraneità ai fatti contestati ad Alfio Barbato”. Il processo ha visto un collegio difensivo nutrito: Michele Tedesco, Paolo Toscano, Donatella Sica, Francesco Oliveto, Lucio Basco, Agostino De Caro.

Consiglia

Cronaca

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->