Crac Amato: De Luca teste di Mussari sulla cena

Scritto da , 17 aprile 2015
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Il giudice del primo collegio della seconda sezione mostra il fasciolo vuoto ai legali. Nessuna notifica e falsa partenza per il processo bis per il crac del pastificio Antonio Amato con l’ex presidente del Monte dei Paschi, Mussari, imputato con l’ex sindaco di Siena Ceccucci ed il Cda della Banca della Campania. L’unica regolarmente accertata è quella dell’ex deputato Paolo Del Mese, regolarmente presente in aula. Nonostante il rinvio sono emersi due elementi interessanti. Il primo è relativo alla lista testi con Giuseppe Mussari che ha indicato, tra gli altri, l’ex sindaco di Salerno Vincenzo De Luca come teste di lista. Quest’ultimo sarà chiamato a riferire sull’ormai nota cena nella villa del cavaliere  Giuseppe Amato. In quell’occasione era presente anche l’ex sindaco di Siena Franco Ceccuzzi. Tra le tematiche della cena, secondo gli inquirenti, anche la delicata situazione in cui versava il pastificio Amato.  Tra i testi indicati dal pubblico ministero molti confluiscono con il processo per il crac del pastificio in svolgimento davanti ai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Salerno.  A tal riguardo il legale difensore di Paolo Del Mese, l’avvocato Paolo Toscano, ha chiesto lo stralcio della posizione del suo assistito sottolineando che non può essere giudicato due volte per lo stesso reato. Tra l’altro la difesa dell’ex deputato ha indicato in lista diversi testi già ascoltati per il crac del pastificio. Da Giuseppe Amato junior, al curatore Tommaso Nigro”. Il pim Vincenzo Senatore ha espresso parere favorevole ed i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Salerno scioglieranno le riserve in occasione dell’udienza del 28 maggio.  Nel frattempo è ripreso davanti ai giudici della prima sezione penale il processo per crac del pastificio Amato. Nel corso dell’udienza è stato ascoltato il relatore del concordato fallimentare Schettino. Quest’ultimo avrebbe sostanzialmente scagionato l’ex deputato Paolo Del Mese sottolineando che la natura del prestito di 600mila euro era personale e che non c’era nessun coinvolgi- mento del pastificio Amato nei rapporti tra il cavalierie e Del Mese. L’udienza è stata aggior-nata per ascoltare nuovi testi della difesa.

Giuseppe D’Alto

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