Costretto a fare da autista ai rapinatori della gioielleria a Pastena, Avv.Cammarota dimostra estraneità ai fatti

Scritto da , 26 giugno 2014

In questi due giorni le cronache giudiziarie hanno riferito di una rapina a mano armata in via Posidonia di Salerno, presso la gioielleria “Margherita”, riportando come autore del fatto D.N. A., arrestato per “tentata rapina in concorso con persona ignota”, perché avrebbe fatto da “palo”, attendendo il complice fuori dalla gioielleria per darsi alla fuga.

Oggi, nel corso dell’udienza di convalida in carcere davanti al GIP dott.ssa Zambrano, il D.N.A, da me difeso, giovane imprenditore incensurato, ha potuto dimostrare la sua assoluta estraneità ai fatti contestati perchè vittima e non complice, in quanto sottoposto a sequestro di persona dal rapinatore in fuga che era entrato nella sua auto costringendolo, con la minaccia dell’arma, a farsi trasportare fino a Parco ArbostellaIn particolare, il D.N.A era stato al mare con delle amiche e poi era rientrato a casa della madre per assistere alla partita della Nazionale in via Gaetano Angrisani, distante “centinaia di metri” dalla gioielleria, come dimostrato dal deposito delle mappe stradali; e dopo aver subito l’intrusione del rapinatore e costretto a fare da autista, lo stesso D.N.A rientrava a casa, ancora in via Angrisani, dove trovava i poliziotti, ai quali si rivolgeva per denunciare il fatto.

 

All’esito dell’udienza e delle esposizioni difensive il GIP, nella ordinanza di scarcerazione, riferisce infatti che l’arresto del D.N.A. è ingiustificato per “un quadro indiziario contraddittorio” per cui è “del tutto inverosimile che abbia rivestito il ruolo di palo”, ovvero “risultando plausibile che egli di rientro a casa sia stato bloccato da uno sconosciuto e, paralizzato dal terrore di essere colpito, abbia eseguito i suoi ordini, suo malgrado, per assicurargli la fuga”.

Consiglia