Così ti controllo il voto. In giro circolano moduli

Scritto da , 29 maggio 2016

di Andrea Pellegrino

Si dice che in giro circolino dei modelli. Fogli sui quali scrivere nome, cognome, sezione in cui si vota, il gradimento sul candidato e una proiezione sui possibili voti. Naturalmente con tanto di firma. Poi c’è anche un altro foglio – con una tabella – suddiviso in cognome, nome, scuola (sarebbe il seggio), sezione e numero di telefono. Un sondaggio interno che, però, ha tutto il sapore di un controllo del voto. In una città in cui il controllo del voto non è che sia così complesso. Si dice che gran parte dei candidati al Consiglio comunale utilizzino questa formula. Ed anche alla luce del sole. Tant’è che i fogli circolano anche all’interno di esercizi commerciali del centro. Voci di corso Vittorio Emanuele dicono che ad utilizzare questa prassi siano soprattutto i più anziani (elettoralmente parlando) alla ricerca di una rielezione.

Alla fine, se tutti dovessero accettare l’invito, il candidato avrebbe dalla sua un vero e proprio archivio consultabile ad urne aperte, per il consueto e classico riscontro voti e sezioni. Un archivio utile, tra l’altro, sia in caso di elezione che non.

Ma questa è solo una delle tecniche che gli esperti pare abbiano superato con il voto di genere. In pratica il gioco delle coppie, uomo donna, renderebbe facile il controllo del voto all’interno delle sezioni.  E a denunciare ciò è Antonio Cammarota, candidato sindaco de “La nostra Libertà”: «Con le preferenze uomo – donna c’è un controllo militare del voto. Un fatto assurdo, una distorsione della democrazia. Io posso abbinare una preferenza uomo ad una donna e sapere esattamente se quel voto è apparso o meno in una determinata sezione». Tra l’altro, prosegue Cammarota: «Una stortura in un momento in cui lo Stato ha approvato le unioni civili. Che senso ha sostenere, dunque, un voto di genere su una scheda elettorale?». Ma ancora denuncia Cammarota: «Il controllo del voto in questa città avviene soprattutto da parte della maggioranza, ossia coloro che detengono il potere. Io assessore controllo te che sei della cooperativa sociale o quant’altro, questo è davvero assurdo».

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