Cosa c’entra De Luca e figli?

Scritto da , 7 novembre 2018
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di Red. Cro.

Alle 23 di lunedì sera la foto aveva già fatto il giro dei social. Ieri mattina dal piano terra in su non si parlava d’altro. De Luca senior e i De Luca jr: tutti in un’unica fotografia al tavolo per il «festeggiamento» per la stabilizzazione di oltre 100 interinali della società Salerno Pulita. Dietro di loro il sindacalista Angelo De Angelis (Cgil), al lato il sindaco Enzo Napoli e l’assessore Angelo Caramanno. In più, al tavolo della presidenza, l’immancabile Felice Marotta. Piero e Roberto ai lati del padre. Il primo deputato, il secondo sempre più vicino al ritorno a Palazzo di Città. Certo è che per riaprire la porta a Roberto De Luca, qualcuno dovrà pur uscire dall’esecutivo Napoli. E a quanto pare non sarà Della Greca che, dopo le dimissioni di De Luca jr (all’indomani dell’inchiesta della Procura di Napoli), aveva preso in mano le redini dell’assessorato al bilancio. In sintesi, l’assessore da sacrificare sarà un uomo, escludendo Della Greca. Così come è scontato che in quella giunta resti ben solido anche Nino Savastano. Almeno fino alle prossime elezioni regionali. «Quella cena è clientelismo», tuona Gaetano Amatruda. Ma a storcere il naso sono anche i consiglieri comunali di maggioranza. Certo, senza ufficializzare il proprio malumore. Qui, all’interno dei gruppi, si cercano ancora i quattro franchi tiratori che alle scorse elezioni provinciali hanno votato Roberto Monaco. Così come si cerca chi tra i consiglieri di maggioranza ha annullato la scheda elettorale. Cinque persone in tutto che non hanno eseguito l’ordine di votare Michele Strianese. «Fuori luogo la presenza del governatore -tuona ancora Gaetano Amatruda-. Chi vede solo una cena è in cattiva fede o ha maturato una incapacità cronica a leggere i fatti. La cena organizzata è la conferma della esistenza del metodo delle fritture di pesce, è
la consacrazione delle Istituzioni usate per alimentare consenso e controllare. È il peggiore Sud, cialtrone e clientelare». Rincara il capogruppo azzurro al Comune di Salerno, Roberto Celano: «A tutti noi fa piacere la stabilizzazione degli interinali (che hanno per anni lavorato illegittimamente in condizioni di precariato con la continuità di dipendenti a tempo indeterminato) della Salerno Pulita che, così, pongono fine ad una spiacevole condizione di precarietà ed acquistano quella libertà che, in una città come Salerno, solo la stabilità lavorativa può dare. Appare però evidentemente inopportuna la partecipazione del Governatore e dell’intera sua famiglia alla cena del festeggiamento (che pare quasi trasformarsi in una cena del “ringraziamento”, non certamente dovuta e non propriamente usuale in occasione di assunzioni in Pa ed in società interamente partecipata da enti pubblici). Ed appare ancora più inopportuna se si considera che è proprio il Governatore il principale responsabile delle inefficienze del ciclo integrato e dei rischi di mancata ricollocazione che corrono le maestranze che servono da decenni le nostre comunità, dapprima opponendosi fortemente al processo di provincializzazione che, in base ad un accurato piano industriale, avrebbe consentito la collocazione di tutti i lavoratori del ciclo e poi, da Sindaco del comune capoluogo, ostacolando fortemente la costituzione dell’Ato. La spregiudicatezza del “sistema” evidentemente non ha limite e non si ferma neppure di fronte all’indecenza! Ora per tutti è ancor più chiaro come funziona un “sistema”». Secco il commento di Antonio Cammarota, presidente della commissione trasparenza che rilanciando la foto scrive: «Questione meridionale».

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