Corisa 2: niente soldi per i lavoratori, ma 118 mila euro per cinque dirigenti

Scritto da , 11 maggio 2013

Lavoratori del Corisa2 con le tasche vuote. Tutti eccetto cinque che, dallo scorso 7 febbraio, sono più ricchi, complessivamente, di 118 mila euro. Anzi, addirittura una famiglia (marito, moglie e cognato) si sarebbe sistemata grazie a questa manovra. Risultato di una conciliazione sostenuta, presso l’Ufficio provinciale del lavoro, tra cinque dipendenti dell’area dirigenziale e il Corisa2. 
Sono indignati gli altri 398 dipendenti del Consorzio di Bacino Salerno 2 che ieri mattina si sono riuniti in assemblea presso la sede operativa di via Scavate case rosse, per decidere le contromosse dopo aver appreso della conciliazione da 118 mila euro che, di fatto, sono soldi sottratti alle loro buste paga che, ogni mese, languono. «Esprimiamo indignazione ed incredulità – dicono i lavoratori – di fronte al riconoscimento di somme a colleghi impegnati in mansioni dirigenziali». 118 mila euro che sono volati via il giorno 31 dicembre in favore di cinque dipendenti: Roberto Infante, la moglie Anna Buccella e il cognato Maurizio Buccella, Pietro Viscido, originario di Caposele in provincia di Avellino, ed Alfonsina Perfetto. Le somme proposte dal rappresentante del Consorzio di Bacino Salerno 2 (un professionista romano) in sede di conciliazione del commissario liquidatore, Giuseppe Corona, per impedire la prosecuzione di alcune controversie lavorative avviate per aver svolto, a detta dei dipendenti, mansioni differenti da quelle previste dal proprio contratto di lavoro, sono state, ovviamente, tutte accettate, con l’impegno di non procedere più ad alcuna vertenza con il proprio datore di lavoro. Si va dai 36 mila euro del marito (pagati tra il 2011 e lo scorso 30 marzo) ai 6 mila della sua consorte per poi giungere ai 53 mila del cognato, cui vanno ad aggiungersi i 5 mila della Perfetto e i 18 mila di Viscido. Totale: 118 mila euro che il Consorzio ha sborsato per cinque controversie presentate tutte in una unica giornata, ovvero il 16 luglio del 2012. Somme a cui si allegano anche alcuni aumenti di stipendio accordati a quattro dei cinque lavoratori che hanno visto le proprie buste paga fare un bel salto di qualità. In un caso, il compenso integrativo è stato richiesto per compensare la maggiore gravosità delle mansioni da svolgere a causa di un incremento delle commesse e del numero dei dipendenti, passati dal novembre 2010 ad ottobre 2012 da 305 a 398. Una situazione strana se si considera che ilConsorzio è una società in liquidazione e non dovrebbe operare assunzioni.
Tutto questo mentre gli altri lavoratori del Consorzio stentano ad andare avanti, con paghe medie di 800 euro al mese, e che, per quanto riguarda il mese di aprile, non sono state ancora corrisposte. Dal commissario Corona si sono sempre sentiti rispondere che risorse per il pagamento degli emolumenti non ce ne sono. Per loro. Per cinque dipendenti, invece, si trovano e come. Pazienza se il 93% dei lavoratori del Corisa 2 resti puntualmente senza stipendio con difficoltà oggettive nel mandare avanti le proprie famiglie. «Tale esborso di denaro – hanno detto i lavoratori che si sono visti recapitare dei plico anonimi contenenti i cinque verbali di conciliazione – poteva essere rimandato ad altro momento, sempre se assurta la legittimità del procedimento. Tale irresponsabile gesto da parte del commissario Corona e della sua “corte”, non fa altro che aumentare le tensioni sociali generate dal non ricevere lo stipendio e dall’incertezza del futuro lavorativo». I lavoratori si sono rivolti ai propri sindacati di riferimento e lunedì si terrà una conferenza stampa.

 

11 maggio 2013

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