Conversazioni con la città: da Duomo a Duomo

Scritto da , 15 maggio 2016

 

Grande successo per la conferenza dei professori Mario Alberto Pavone e Donato Salvatore al Salone dei Marmi sulle bellezze delle chiese salernitane

 

Di Ambra De Clemente

Gran concorso di pubblico all’evento organizzato dal Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale (DISPAC) dell’Università degli Studi di Salerno, in collaborazione con il Distretto Databenc, nella splendida cornice del Salone dei Marmi a Palazzo di Città. Ospiti della rassegna dedicata ai giovani i professori Mario Alberto Pavone e di Donato Salvatore ha come titolo: “Da Duomo a Duomo” viene introdotta da Luca Cerchiai. Una carrellata di immagini dal Rinascimento al Barocco salernitano e napoletano. Lo studio delle immagini e dei miti culturali della storia dell’arte moderna nei circuiti del Mediterraneo, collabora con il Museo della Diocesi ed il Direttore Don Luigi Aversa. Le chiese più belle di Salerno come l’Annunziata, il Duomo, la Madonna delle Grazie, la chiesa di San Pietro a Corte della Confraternita di Santo Stefano, San Pietro in Vinculis, sono state valorizzate attraverso il ricordo dei pittori e delle tele significative. Un interrotta continuità produttiva della Cattedrale nel passaggio da tardo gotico al Rinascimento con il sepolcro marmoreo della regina Margherita di Durazzo di Antonio Baboccio da Piperno, proviene da un convento soppresso di S. Francesco trasformato in carcere maschile e le reliquie in argento donate dalla regina. Nel 1412 la peste colpì Salerno e la regina fuggì a Mercato san Severino, dove morì. Lo stemma degli Angioini continua con i Durazzo e Ladislao, committente dell’opera, secondo la testimonianza del secentesco Sulmonte. Il gotico europeo invade Salerno con la policromia oggi perduta ed i confronti con il Duomo napoletano. L’arcivescovo di Salerno: Nicolò Piscicelli venne sepolto nella tomba commissionata dal nipote Ettore nel 1471, che stimola un contratto con il lombardo Jacopo della Pira con i tre rilievi che derivano dalla tradizione figurativa toscana, dopo aver lavorato alle tre fontane per la famiglia d’Aragona a Castel Nuovo e nel convento di San Francesco a Folloni, in Liguria. Il percorso storico artistico si conclude con l’intervento di Pavone sul Duomo di Salerno. Il marchese Ruggi d’Aragona vince la gara e compra tutti i dipinti napoletani, che dona alla chiesa per la bellissima sacrestia, che ospita anche le donazioni di Sanchez de Luna. Filippo Pennino da Benevento (san Pietro a Corte) e Ricciardi da Penta legato all’ordine salernitano, autori settecenteschi. Arriviamo al 1718- 17 con l’Annunziata e Francesco Ragozzino e la cappella Mazza con disegno del San Felice pittore. Dal leonardismo e bramantismo, dagli influssi lombardi fino al tenebrismo caravaggesco, l’arte salernitana è ricca di confronti nel territorio campano ed italiano. Tra pittura, scultura e reliquie Salerno rivaleggia con Napoli. Pavone sottolinea che il Concilio di Trento interrompe le norme e segna una frattura. Il prossimo incontro con le “ Conversazioni con la città” si terrà il 24 maggio presso l’Istituto Da Vinci-Genovesi alle 16. 30 con l’intervento di Maria Passaro, Antonella Trotta, Stefania Zuliani: “Salerno contemporanea, L’arte nello spazio pubblico della città”.

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