Convegno “Attiva Salerno” sulla disabilità. Mazzeo: «Chiediamo attenzione alle sorde istituzioni comunali»‏

Scritto da , 8 febbraio 2016
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di Massimo Salvo

Storie di madri, di figli, di donne e uomini che soffrono e che tuttavia sorridono, in barba alle sfortune della vita. E’ un po’ questo il leitmotiv che ha accompagnato il convegno di ieri mattina, presso la sede di “Attiva Salerno”, riguardante le disabilità psicomotorie che affliggono molti ragazzi sin dai primi anni d’età, spesso condannandoli a un’adolescenza difficile fatta di pregiudizio della gente e indifferenza delle istituzioni. Troppe le cose da dire, molte le cose da fare, perché “il mondo che non accettiamo vuole parlare”, come appunto recita il titolo del dibattito.
In una folla nutrita di persone, presente in prima fila anche il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Roberto Celano, nonché il presidente dell’associazione “Vittime del terrorismo” Marco Falvella.
Moderatore dell’incontro Angelo Ferrara, che fa le veci di Fabio De Ciuceis, presidente di “Attiva Salerno”. Ferrara, dopo una breve intro, lascia la parola ai protagonisti; in primis a Silvana De Martino, madre di Emanuele, 12enne autistico. «Molto spesso – racconta Silvana – la disabilità non è quella che il disabile ha, ma quella che gli altri gli fanno pesare. Così si aggiunge dolore al dolore. Per me l’autismo non è un disturbo, ma una vera malattia».
La voce di Silvana diventa a un tratto più rauca, complice l’emozione che le si legge anche in volto. Parte un applauso, poi la madre riprende. «Mio figlio è letteralmente solo, a partire dalle istituzioni che non ci danno appoggio. Spesso ci vogliono molti soldi: ora Emanuele frequenta l’Anffas, ma prima ha dovuto fare delle terapie dal costo di 30 euro ogni ora. Il mio sogno è creare una struttura in cui i ragazzi disabili stiano insieme alle proprie famiglie».
«Così però li si isola ancora di più!», irrompe dalla platea Rosaria Salzano, madre di Luca Mazzeo, il ragazzo in carrozzella che figura tra gli organizzatori di questo convegno. «Luca stesso preferisce stare in compagnia dei normodotati, perché affiancando sempre chi ha il suo stesso disagio finisce per abbattersi».
Poi la parola passa a Rosaria Cuofano, madre di Domenico, 12enne affetto da diplegia spastica. «Nonostante tutto, ho sempre voluto che la mia fosse una famiglia felice. Oggi mio figlio è un bambino sorridente, pieno di amici, quasi un leader. Però non capisco come mai, per fare una passeggiata libera, devo andarmene in Svizzera: forse la risposta è che a Salerno manca una cultura della disabilità. Ho visto persone col permesso dei disabili della madre 80enne usufruire del parcheggio, sottraendolo a chi ne avrebbe più bisogno. E, quando non c’è l’auto, trovi il bidone a ostruire il posto».
La chiusura è affidata a Luca Mazzeo, ragazzo-simbolo della lotta alle difficoltà giornaliere della vita in carrozzella. «Ho voluto fortemente questo convegno per sottolineare l’assenza di comunicazione che c’è tra noi e le politiche sociali. Dicono che ci sia un apposito assessore: beh, io non lo vedo». La stoccata coinvolge poi anche le istituzioni nazionali. «Chi in passato è andato alla Rai da Lucia Annunziata a dire che è stato fatto molto per le politiche sociali, ha mentito senza pudore».
A Marco Falvella, che in virtù della sua presidenza di “Vittime del terrorismo” (nonché della passata esperienza all’Unitalsi a Roma) gli propone una manifestazione di piazza, Mazzeo risponde: «Sono d’accordo e aggiungo che il problema vada affrontato a monte, ad esempio a scuola, sensibilizzando in primis gli insegnanti».

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