Contestato il Rettore del Seminario

Scritto da , 11 dicembre 2014
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Ombre sull’Arcidiocesi di Salerno per le Arciconfraternite. Oggetto di queste ombre, l’acquisto di un terreno destinato alla costruzione di loculi e di un oratorio in Montoro alla frazione Torchiati/Aterrana. La vicenda vede coinvolto l’attuale Rettore del Seminario, Don Gerardo Albano, gia parroco della parrocchia SS. Salvatore e S. Martino e padre Spirituale dell’Arciconfraternita dello Spirito Santo. Una denuncia fatta dai fedeli, in cui si chiedeva conto dell’acquisto del terreno per la costruzione del nuovo cimitero, in che modo è stato pagato e la data di termine dei lavori, non ha trovato ancora nessuna risposta. Come mai i lavori ancora oggi non sono terminati? E quanto ha percepito il colono come buona uscita? Domande, denunce, che tutt’ora sarebbero rimaste prive di una replica. Secondo i fedeli sarebbero da chiarire le questioni relative alla vendita di un terreno e la realizzazione di un oratorio. Soldi dell’intera comunità in merito ai quali – secondo l’esposto denuncia – non si hanno risposte dall’ex padre spirituale dell’Arciconfraternita dello Spirito Santo. Allora i fedeli della comunità di Torchiati/Aterrana si chiedono come mai l’Arcivescovo, che vuole far apparire che tutto sia regolare, non dia risposte concrete a chi con devozione chiede chiarezza. Una chiarezza che spesso Papa Francesco richiama nei suoi continui appelli ai vescovi e ai preti nella gestione delle anime e delle amministrazioni. Anche la Procura di Avellino pare abbia aperto una inchiesta per fare chiarezza su questa vicenda. Come, ad esempio, sulla posizione di Armando Giaquinto, uno dei confratelli che si spese tanto per l’acquisto del terreno in modo da ampliare il piccolo cimitero. Ed è lui stesso, ad affermare in una intervista ad un giornale locale che si era adoperato per raccogliere gli acconti della gente che aveva dato il via libera per l’acquisto dei loculi, e consegnare poi i soldi a Don Gerardo Albano, attuale Rettore del Seminario, che li avrebbe versati su un conto dedicato. Tutto regolarmente registrato – dice Giaquinto -. Ma allora come mai non viene data copia dei bilanci a chi ne fa richieste? Si dice che il costo del terreno sia stato circa 70mila euro, con l’Arcivescovo che qualche giorno fa avrebbe confermato ad alcuni fedeli, di aver sistemato tutto con la famiglia Rocco – Rossi. In che modo e perché dice di aver sistemato tutto? Ad oggi sono stati eseguiti lavori per un ammontare di circa 500.000 euro, quasi tutti anticipati dalla ditta Agostino Giaquinto, che ne ha avuti solo 120.000. Un’opera questa che comporta una spesa di un milione e cinquecentomila euro. Allora ci si chiede se per costruire questi loculi ci si doveva indebitare perché è stata fatta questa scelta? E con quale criterio fu affidata alla ditta Giaquinto?

Deborah Errico

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