Consuntivo 2012 della Provincia: approvazione per una manciata di voti

Scritto da , 14 maggio 2013

Per una manciata di voti, ma è passato. Il rendiconto 2012 della Provincia di Salerno incassa l’ok del Consiglio provinciale dopo il nulla di fatto dello scorso venerdì. Tredici voti a favore, dieci contrari e due astenuti: questi i numeri che hanno consentito all’esecutivo guidato dal presidente Antonio Iannone di passare indenne l’esame consuntivo. Presenti in aula 27 consiglieri: a mancare, al momento decisivo del voto, i due esponenti del Gruppo Misto, Angelo Villani e Salvatore Memoli, spariti dai loro banchi poco dopo l’inizio della seduta.
Una seduta aperta con la relazione dell’assessore provinciale al bilancio, Amilcare Mancusi, che ha parlato del documento contabile sottolineando come, al suo interno, ci fossero anche elementi che indicano «un’ottima gestione amministrativo – contabile». Nel suo resoconto riguardante il bilancio consuntivo, l’assessore Mancusi ha, infatti, rimarcato come «dall’accertamento dei residui attivi e passivi emergono, come saldo attivo, 15 milioni». Una relazione contestata dal consigliere Pd, Tommaso Amabile che ha rimarcato, all’interno del consuntivo 2012 della Provincia, una serie di anomalie, innanzitutto riguardanti il riconoscimento di debiti fuori bilancio e la presenza, tra i residui attivi, di «crediti che hanno maturato una anzianità di cinque anni e dunque andati in prescrizione e di conseguenza, inesegibili».
Ma, nonostante rimostranze e dubbi sul documento contabile presentato, il conto consuntivo 2012 supera la soglia necessaria dei consiglieri e passa l’esame. 
Il Pd, o quello che ne è rimasto in Provincia (erano assenti Franco Alfieri, Simone Valiante e Nino Savastano) ha votato contro l’approvazione; stesso è accaduto per i due esponenti dell’Unione di Centro, Pasquale Mauri e Pasquale Caroccia, con il primo che, candidamente, ha affermato: «Sono venuto perché pensavo che il mio voto sarebbe potuto essere indispensabile per non far passare il bilancio consuntivo, ma credo che non sia così perché qui c’è un consociativismo che fa paura». No anche da parte dei consiglieri del Pdl, ormai ufficialmente all’opposizione a Palazzo Sant’Agostino. Di tutti meno che di due, ovvero Massimo D’Onofrio e Ludovico Buonomo. Da fonti interne al Popolo della Libertà garantiscono: sono giustificati. Entrambi, infatti, avrebbero inviato un certificato medico. Buonomo, addirittura di ricovero.
Favorevole, infine, il nuovo Psi di Rocco Giuliano (anche presidente della commissione bilancio che ha dato parere favorevole al consuntivo), Massimo Cariello.

 

Aliberti: «Non avete più i numeri». Un duro, durissimo, attacco. Pasquale Aliberti, capogruppo Pdl alla Provincia di Salerno, non ha fatto sconti ai suoi ex alleati, durante il suo intervento in Consiglio provinciale. Si è detto convinto che se l’assessore alle finanze, Amilcare Mancusi, avesse dovuto approvare una manovra economica come quella della Provincia nelle vesti di sindaco di Sarno, non lo avrebbe mai fatto. «Sono certo – ha detto Aliberti rivolgendosi a Mancusi – che nemmeno tu sei convinto di questo atto. E’ stato sforato il patto di stabilità per pagare debiti pregressi e non per investimenti concreti in favore del territorio». Poi, l’attacco più strettamente politico, legato a quella che, di fatto, non è più una maggioranza. «Non avete – ha proseguito Aliberti – né una maggioranza politica, né una maggioranza numerica. Ve ne dovete rendere conto: questa è la fine di un percorso politico che mi auguro possa concludersi al più presto». 
La replica arriva da un altro capogruppo, quello di Fratelli d’Italia, Franco Annunziata, il quale ha definito «suicida» l’atteggiamento del Pdl e ha sottolineato come «il fatto che si stesse andando verso lo sforamento del patto di stabilità era cosa nota già nel 2012 e alcune scelte sono state condivise da tutti i componenti dell’allora maggioranza». Tradotto, Pdl compreso.
Intenso, poi, l’intervento di Antonio Cammarota che si è astenuto dalla votazione. Una astensione che l’esponente di Futuro e libertà motiva con il fatto che «Pdl e FdI sono le due facce della stessa cattiva medaglia, del tradimento del popolo, della degenerazione di un partito. Io denunciai questa degenerazione già nel 2011, quando poi rassegnai le mie dimissioni da capogruppo. Io rimango fedele a me stesso e al centrodestra».

 

Le assenze di Pd e Pdl salvano la Giunta Iannone. Sono state le assenze, di fatto, a salvare la maggioranza di Fratelli d’Italia dalla bocciatura del conto consuntivo 2012 in sede di consiglio provinciale. Assenze che, per qualcuno, subodorano di patto tacito. In primis, si parla delle assenze durante la votazione. Tradotto, quelle di Angelo Villani e Salvatore Memoli che hanno abbandonato i propri scranni poco dopo la relazione di Amilcare Mancusi senza più farvi rientro. Quorum abbassato e maggioranza per l’approvazione più facilmente raggiungibile. In sostanza, gli ex “uomini di ferro” di De Luca, hanno dato una grossa mano al presidente Iannone ed alla sua Giunta.
In secondo luogo, le assenze Pdl: gli “infortunati” D’Onofrio e Buonomo, impossibilitati a partecipare per motivi di salute.
Infine, le pesanti assenze del Pd che, di fatto, hanno definitivamente condannato l’opposizione a rassegnarsi a vedere svanire il sogno di dare il colpo di grazia a Iannone & co. Vada per Nino Savastano (assente per impegni istituzionali), ma Alfieri e Valiante?
Insomma, a quanto pare l’opposizione, nemmeno con la possibilità servita su un piatto d’argento, è riuscita a dare la spallata finale all’amministrazione di Iannone &co. Paura di andare tutti a casa?

14 maggio 2013

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