“Consorzio Gestione Servizi”, a rischio 50 lavoratori salernitani

Scritto da , 1 novembre 2017

Erika Noschese

Fumata grigia lunedì 30 ottobre in Prefettura per i 50 posti di lavoro a rischio nel Consorzio Gestione Servizi di proprietà dell’Asi di Salerno. Temporaneamente, è stato sospeso lo stato di agitazione dei lavoratori del consorzio, il cui obiettivo è assicurare i servizi alle imprese nelle aree del Cratere della provincia di Salerno e che oggi trova la sua principale fonte di reddito nel trattamento del percolato che avviene negli impianti di depurazione di Oliveto Citra, Contursi, Palomonte e Buccino. Nella giornata di lunedì, presso la prefettura di Salerno si è tenuto l’incontro tra i vertici dell’azienda, rappresentata dal presidente Gerardo Calabrese e dal direttore generale Roberto Bevilacqua, e l’organizzazione sindacale Fiadel Salerno, guidata dal segretario generale Angelo Rispoli. Presenti anche i delegati dei lavoratori Pasquale Masuccio e Mario Parisi. Il segretario generale della Fiadel Salerno, Angelo Rispoli durante il confronto ha chiesto di poter conoscere la scadenza dei contratti di solidarietà, se esiste o meno un piano industriale e se è stata mai presentata una domanda di finanziamento alla Regione Campania per la ristrutturazione ed è emerso che esisterebbe un piano per 15 milioni di euro, oltre ad uno studio per l’installazione di pannelli solari e un’analisi per la razionalizzazione dei fanghi, come ha reso noto il segretario Rispoli. “La delegazione dei lavoratori ha chiesto in maniera precisa di conoscere il numero di protocollo con cui è stata depositata alla Regione Campania l’intera documentazione, di averne copia e di visionare la mappa del relativo risparmio energetico. Dall’altro lato, però, ci sono state date solo incertezze e generiche disponibilità”. Tuttavia, alla luce di ciò, si è concordato che venerdì prossimo, il 3 novembre, presso la sede della società, si terrà, a partire dalle 10, un incontro definitivo in cui sarà consegnato il numero di protocollo del piano illustrato in prefettura dal presidente Calabrese. Per questo, in accordo con i dirigenti della Prefettura di Salerno, la Fiadel Salerno ha deciso di congelare la procedura dello stato d’agitazione fino al 3 novembre prossimo. “Vogliamo risposte certe”, ha concluso Rispoli. “Abbiamo anche chiesto un taglio delle consulenze esterne e la verifica della sicurezza degli impianti”.

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