Confiscati beni per 16 milioni all’imprenditore Roberto Squecco

Scritto da , 1 Settembre 2021
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di Pina Ferro

Sedici milioni di euro.  A tanto ammonta il valore del patrimonio confiscato all’imprenditore nel settore delle onoranze funebri e trasporto infermi Roberto Squecco. A disporre la misura sono stati i giudici della sezione misure di Prevenzione presso il Tribunale di Salerno che ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica, Direzione Distrettuale Antimafia, la confisca di beni e assetti societari: Il provvedimento è stato eseguito, nei giorni scorsi, dalla Divisione Anticrimine della Questura di Salerno e dal Servizio Centrale Anticrimine della Polizia di Stato. Nei confronti dell’ imprenditore, già condannato anche per reati commessi per favorire il clan “Marandino”, nello scorso mese di gennaio è stata eseguita, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di intestazione fittizia di beni, peculato, interruzione di pubblico servizio, favoreggiamento personale, emissione di fatture per operazioni inesistenti, invasione di terreni ed edifici, riciclaggio, turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio ed altro, unitamente ad altri 10 indagati; contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti cautelari personali, era stato eseguito nei confronti di Squecco un decreto di sequestro degli stessi di beni poi sottoposti a confisca, secondo una strategia di contrasto propria della Procura della Repubblica di Salerno e condivisa a livello nazionale, dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, che prevede un modello operativo innovativo, caratterizzato dallo svolgimento in parallelo delle indagini penali e di prevenzione antimafia, in tale ottica la richiesta di sequestro in prevenzione è stata richiesta congiuntamente dal Procuratore della Repubblica di Salerno e dal Questore di Salerno. Attualmente Squecco, che ha lascciatoil carcere si trova fuori dai confini della Regione Cammpania. L’esecuzione del provvedimento di confisca, estesa anche ad alcuni cespiti situati in Romania, ha comportato, per la prima volta nel nostro Paese, l’attivazione della procedura introdotta dal nuovo Regolamento (Ue) 2018/1805 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 14 novembre 2018 (entrato in vigore il 19 dicembre 2020), per il riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e di confisca In particolare, il Tribunale di Salerno ha riconosciuto nei confronti di Roberto Squecco manifestazioni di pericolosità sociale sia “qualificata” – in quanto indiziato di appartenere alle associazioni di cui all’articolo 416 (nello specifico al clan “Marandino”) e del delitto di cui all’articolo 512 bis (trasferimento fraudolento di valori) – che “generica”, in quanto soggetto che vive abitualmente con i proventi di attività delittuose; ha evidenziato, altresi, che Squecco è da considerare soggetto socialmente pericoloso sin dalla seconda metà degli anni ’90. Risalgono a quel periodo, infatti, le denunce per truffa, ricettazione, violazione delle norme tributarie, traffico di carte clonate, nonché le operazioni di distrazione di beni e capitali poste in essere in danno dei creditori delle società amministrate, formalmente o di fatto e poi dichiarate fallite. Condotte quest’ultime per le quali Squecco ha accumulato un ingente capitale illecito, di oltre 3 milioni di euro, successivamente reinvestito in diversi settori imprenditoriali, e per le quali ha riportato due condanne per bancarotta fraudolenta. Il provvedimento, inoltre, ha evidenziato, che negli anni 2012-2014, l’imprenditore salernitano ha manifestato anche una pericolosità sociale di tipo qualificato, derivante dall’appartenenza al clan camorristico “Marandino”; infatti, nel 2014, egli è stato tratto in arresto per partecipazione ad associazione di stampo camorristico facente capo a Marandino Giovanni e tentata estorsione aggravata, e successivamente condannato per tali fatti.

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