Concerto di San Valentino con Valerio Rosiello

Scritto da , 14 febbraio 2016
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Concerto di San Valentino con Valerio Rosiello

Questa  sera, alle ore 19,15 il pianista sarà ospite del cartellone della Associazione “A.Vivaldi” di Sapri

 

Di OLGA CHIEFFI

Musica d’amore, amore in musica, questa sera, intorno alle ore 19,15, a Sapri, nell’auditorium “G.Cesarini”, l’Associazione “Antonio Vivaldi” non lascerà senza appuntamento domenicale gli amanti della musica seria. La colonna sonora del giorno dedicato agli innamorati, è stata affidata al pianista Valerio Rosiello, perla del magistero napoletano di Loredana Marino. Il pianista principierà il suo rècital con il preludio e fuga BWV 543 in La minore, composto da Johann Sebastian Bach tra il 1709 e il 1725. Era stato proprio durante il soggiorno a Weimar che Bach, dopo essersi dedicato allo studio dei maestri rinascimentali e, in particolare, a quello dei Fiori musicali di Frescobaldi, aveva elaborato una tecnica di realizzazione dei Preludi tendente al Phantasieren, cioè a una libera divagazione che ha alle sue spalle la pratica dell’antico Ricercare e che, di fatto, trasforma il Preludio in un semplice esercizio preparatorio della Fuga. Lo stile improvvisativo della prima parte produce quindi un forte effetto di contrasto con il rigore canonico della seconda, ben più ampia. Comune a entrambe è un’accentuata varietà delle soluzioni tecniche, con continui mutamenti di ritmo e con una scrittura improntata al gusto della sorpresa, irregolare e costellata di soluzioni appariscenti. Si continuerà con la Fantasia op.17 in Do Maggiore composta nel 1836 da Robert Schumann. La pagina è caratterizzata da un impetuoso fuoco creativo e da una notevole varietà inventiva, con la presenza della doppia anima di Florestano e di Eusebio. Dal principio alla fine il discorso pianistico si svolge incessante tra Sehnsucht e Ruhe (anelito e distensione) e scorre alternando momenti di passionalità ad altri di malinconico intimismo, secondo la regola schumanniana della sintesi fra opposti e contrastanti sentimenti. Anche il motto di Friedrich Schlegel (1772-1829), filosofo e leader del pensiero romantico, posto come epigrafe in testa alla partitura, sta ad indicare il gusto e le scelte psicologiche del compositore. La frase è questa: «Duch alle Töne tönet / Im bunten Erdentraum / Ein leiser Ton, gezogen / für den, der heimlich lauschet» (Fra tutti i suoni che riempiono il fantasioso sogno terrestre corre una melodia segreta per colui che presta orecchio). E questa ricerca della melodia nascosta lascia capire anche come Schumann si sia distaccato dalla forma della sonata beethoveniana e preferisca un tipo di linguaggio più libero e più adatto a tradurre musicalmente la storia o l’itinerario di un’anima. Non mancano richiami tematici, come quello riguardante la frase ad intervalli discendenti con la quale si apre il primo movimento e che si ripropone spesso, modificata nel ritmo e nella veste armonica, quale autentico leit-motiv. Notevole rilievo poi assumono certi passaggi di sottile ambiguità tonale che rendono ancor più esaltanti i crescendo e le improvvise e tumultuose esplosioni di suoni, tra le più affascinanti dell’universo pianistico schumanniano. Finale affidato all’Isaac Albeniz di Iberia. La scrittura trasparente e leggera, e di media difficoltà dei Canti di Spagna, diventa in Iberia complessa, densa di realizzazione tecnica problematica. In Iberia Albèniz dimostra di essere attratto sia dall’ armonia fondata su scale modali alternative rispetto al maggiore e al minore, sia all’uso coloristico dell’accordo, sia dal brusco accostamento di tonalità lontane fra di loro, ma senza essere influenzato dalle grandi novità di inizio secolo. Rosiello dedicherà al pubblico di Sapri Evocacìon che funge da introduzione all’intero ciclo e El Puerto che descrive il piccolo porto di Santa Maria, vicino Cadice, con i suoi passi di danza e le grida dei pescatori.

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